Vi piace il sushi? Scommettiamo che almeno metà delle notizie che vi diamo vi giungeranno completamente nuove. Sorprendete i vostri commensali alla prossima serata sushi citandole!

1. Sushi non significa per forza “pesce crudo”
In giapponese, Sushi è un termine che si riferisce al riso bollito mescolato con aceto di riso stagionato con zucchero e sale. Quindi, di per sé, qualsiasi preparazione fatta con questo riso è correttamente chiamata Sushi, anche se priva di pesce, come i futomaki, gli ume shiso e molti altri. Recentemente sono comparsi perfino sushi alla carne!

2. Il Sushi non è nato in giappone
Il Sushi è stato sviluppato nell’Asia sudorientale, come metodo per conservare il pesce nel riso e sale: soltanto nell’ottavo secolo, passando dalla Cina, è giunto in giappone. Le forme di sushi che conosciamo oggi, come il nigiri e i rotolini, sono state inventate a Tokyo nel diciannovesimo secolo, e venivano vendute in chioschetti, come cibo di strada.

3. Il riso da sushi non è riso colloso
Il riso colloso a cui molti pensano si faccia ricorso per fare il sushi è in realtà quello utilizzato per confezionare i mochi, dei dolcetti. Il riso da sushi, o shari, si ottiene invece aggiungendo aceto ad alto tasso di zuccheri al riso bollito: sono questi zuccheri a legare insieme il riso e mantenerlo compatto.

4. Lo zenzero è un potente antibatterico
Lo zenzero in conserva che viene servito nei sushi bar non serve solamente a “pulire la bocca” azzerando i gusti, soprattutto dopo il pesce molto grasso: ha anche la funzione di antibatterico, e viene consumato per proteggersi da possibili parassiti sviluppati nel pesce crudo.

5. Il Sushi di tonno è un’invenzione recentissima
In Giappone, intorno al dodicesimo secolo, il tonno veniva chiamato “shibi”, una parola considerata di malaugurio perché faceva rima con quella che indicava il giorno dei morti. Per questa ragione, il tonno veniva consumato soltanto dai poveri, ed era considerato un alimento di basso livello: soltanto nel diciannovesimo secolo, marinandolo nella salsa di soia, Yohei Hanaya introdusse il tonno nel sushi inventando il nigiri. Il successo fu straordinario.

6. In Giappone, sushi fa pensare a…
Normalmente, quando pensiamo al sushi qui in Europa, quello che abbiamo in mente sono i rotolini con riso e alga nori. Ma in Giappone, se dite la parola sushi, il primo pensiero che viene in mente ad un locale sarà sicuramente il nigiri.

7. Non sempre il pesce fresco è migliore
Come alcuni tipi di carne, anche il tonno, ad esempio, inizia ad avere un sapore molto migliore dopo essere invecchiato per una o due settimane. L’Halibut, d’altro canto, appena pescato è quasi immangiabile, legnoso e privo di qualsiasi sapore, come una banana verde e troppo acerba.

8. Nemmeno Sashimi significa “pesce crudo”.

Sashimi significa, letteralmente, “carne affettata”. E infatti esiste, ed è anche molto apprezzato in Giappone, il Sashimi di carne, soprattutto di pollo – naturalmente molto selezionato e assolutamente freschissimo!

9. Wasabi o non wasabi?
È molto raro che nei ristoranti europei venga servito del vero wasabi: solitamente viene usata una sostanza in polvere composta di rafano e senape, con dei coloranti. Solo pochi sushi bar usano il vero wasabi. La ragione? Semplicemente il prezzo: il vero wasabi è carissimo, e quello che arriva dal Giappone può facilmente arrivare ai 200 € al chilo, il che lo rende più costoso di buona parte del pesce che si usa nel sushi stesso!