Come i vari continenti gestiscono i rifiuti

Attraverso un’analisi più o meno accurata di come i rifiuti vengono gestiti di continente in  continente e poi di nazione in nazione, si nota come i sistemi di smaltimento differiscono rendendo il detto ‘’tutto il mondo è paese’’ impossibile da applicare.
In alcuni casi si tratta di consuetudini, abitudini ormai intrinseche e quindi attuate in maniera naturale e scontata dalla popolazione del posto, in altri casi, purtroppo, affinché l’ambiente circostante venga rispettato occorrono delle leggi ferree.
Ogni giorno, nel mondo, si producono circa tre milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, una cifra che sembra crescere di anno in anno e negli ultimi tempi a tal punto da porre le stime su 11 milioni di tonnellate entro la fine del secolo.

Come funziona in America

Lo stato forse più consumistico del mondo non sembra in grado di variare le modalità dello smaltimento dei rifiuti finendo per optare, quasi in tutti gli Stati Uniti, per l’utilizzo della discarica.
La capitale in cui si producono più rifiuti in assoluto qui è New York, per un numero pari a circa 33 milioni di tonnellate annue.
Fortunatamente, anche se mai in anticipo, il sindaco democratico Bill de Blasio ha da un paio di anni avviato delle politiche volte a ridurre, entro il 2030, la quantità di rifiuti non compostabili, con l’approvazione di tutto il mondo al fine di evitare la visione di spiacevoli immagini in cui i nostri rifiuti sembrano rovinare l’immagine naturale del nostro pianeta.
New York offre inoltre la possibilità di raccogliere bottiglie e lattine di vetro, plastica o alluminio per rivenderle in centri specializzati a pochi centesimi, il tutto regolato dalla legge nota come ‘’Bottle Bill’’, in vigore dal 1983.

La situazione italiana

La situazione della nostra nazione risulta essere una delle più critiche nel quadro generale europeo in cui vi sono esempi come Amsterdam in cui è possibile trovare impianti di termovalorizzazione dove vengono smaltite poco meno di cinque milioni di tonnellate ogni anno.
L’Italia, invece, soprattutto per quanto riguarda il Sud risulta ‘’tagliata fuori’’ dalla situazione generale nonostante vi siano regioni come la Toscana in grado di gestire i rifiuti in maniera avanzata, soprattutto per quanto concerne il riciclaggio e la disponibilità dei servizi.
La chiave per migliorare la nostra nazione è sicuramente migliorarsi in quanto singoli cittadini che, indipendentemente dal lavoro che svolgiamo, abbiamo il dovere di curare l’ambiente che ci circonda e per farlo si può scegliere di seguire un corso sulla gestione dei rifiuti come quello reso disponibile da Nova Ecologica


Le meraviglie della capitale

Non è difficile, a volte, comprendere il motivo che spinge una città ad essere la capitale di un intero stato e noi italiani lo sappiamo bene.
Abbiamo sotto gli occhi l’esempio di Roma, con la sua posizione strategica, le sue meraviglie monumentali e non solo, la sua storia conosciuta in tutto il mondo, tutto questo ci permette di conferirle il titolo senza alcun dubbio.
L’esempio appena fatto riguarda anche un altro stato: il Sudafrica, la cui capitale, Città del Capo, risulta essere anche la capitale del turismo dell’intera zona in cui si trova, finendo per rendere la presenza di numerosi visitatori un vantaggio economico e culturale.
Ogni visitatore ha le sue ragioni, ma il fascino che coinvolge l’intera atmosfera del luogo è innegabile ed è per questo che ogni anno sempre più persone scelgono il continente africano.

Le spiagge

Se siete tra le persone che desiderano visitare questi luoghi, finendo per decidere di trascorrere il vostro viaggio di nozze in Sudafrica, come quello che l’agenzia Travel Design può aiutarvi ad organizzare in tutta sicurezza ed in ogni dettaglio, allora vi presenterò i luoghi più affascinanti, come le spiagge, in cui potrete rilassarvi con il vostro partner.
Le spiagge del Sudafrica, naturalmente, si affacciano sull’oceano e questo è uno dei motivi principali per cui molto spesso i turisti sono perlopiù amanti dello sport acquatico, primi tra tutti il surf e il kite.
Ma forse la spiaggia in grado di affascinare chiunque è Boulders Beach perché abitata da una colonia di pinguini africani che potrete ammirare, lasciandovi coinvolgere dalla visione di quest’animale altrimenti visibile solo in luoghi che difficilmente visiterete.

I quartieri

Città del Capo è divisa in numerosi quartieri, ognuno dei quali narra una storia o presenta un elemento caratteristico dell’intera città.
Il più famoso è Bo-Kaap che con le sue case colorate si presenta al mondo come pieno di vita e alla moda  e per questo pieno di artisti.
Ma non solo, sulla strada più storica, Government Adderley, potrete trovare i giardini botanici Company’s Gardens ma anche numerosi musei ed altri edifici storici.
Naturalmente, qui non può mancare il mercato tipico, come quello presente in città come Palermo, Barcellona e simili in cui potrete trovare varie specialità, basterà infatti andare un giorno qualsiasi della settimana e lasciarvi coinvolgere dai colori, profumi e sapori.
Per via dei vari quartieri in cui è divisa non sarà difficile trovare il vostro posto preferito, un angolo che vi faccia sentire come a casa, ma in una casa speciale in cui creare dei ricordi da portare sempre con voi.


Il Viminale, uno dei sette colli di Roma

I sette colli di Roma sono: Campidoglio, Quirinale, Palatino, Aventino, Celio, Esquilino e il più piccolo tra loro, il Viminale. Separato dall’attiguo Quirinale dal vicus longus, l’attuale Via Nazionale, che cominciava dal Foro di Augusto e arrivava fino alle Terme di Diocleziano (attuale Piazza Esedra o Piazza della Repubblica), il Viminale – in epoca romana – era essenzialmente un quartiere residenziale privo di santuari o luoghi pubblici; ne sono testimonianza le case patrizie del II e I secolo a.C. rinvenute negli scavi di Via Panisperna. Un’ “attitudine” residenziale che è rimasta nel tempo e che si ritrova nell’attuale ricchezza del Floris Hotel, un albergo 3 stelle a Roma in via Nazionale che è la via che tuttora separa il Viminale dal Quirinale.

Cenni storici sul colle Viminale

Il nome del colle deriva dal latino “vimina” che significa cespugli, boschetti di salice perché la zona ne era anticamente prosperosamente ricoperta. La contrada al centro del colle Viminale era chiamata “ad decem tabernas” per le decine di botteghe e luoghi di ristoro concentrate in questa area tanto da mantenere a lungo questo nome ed essere identificata come la zona delle Dieci Botteghe.

Man mano che la zona si popolava, oltre che di ricche case patrizie lungo Via Panisperna, via Balbo e il lungo “vicus patricius, cominciarono ad essere costruiti anche edifici di rilevanza pubblica come la caserma della III° Coorte dei Vigiles, presso porta Viminalis e lo stabilimento termale – distaccato dalle maestose terme di Diocleziano –  denominato Lavacrum Agrippinae, nei pressi dall’attuale Chiesa di San Lorenzo in Panisperna. Di epoca molto più recente, invece, è il palazzo neo cinquecentesco – attuale sede del Ministero degli Interni – semplicemente noto come Palazzo del Viminale, progettato da Manfredo Manfredi nel 1920, collegato alla piazza antistante da una doppia rampa ai lati della scalinata al centro della quale fu realizzata nel 1929 una fontana in marmo opera di Fulvio Morbiducci.

Palazzo del Viminale

Il Palazzo del Viminale, sede degli uffici del Ministero degli Interni, fu dal 1925 anche sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri che si trasferì a Palazzo Chigi nel 1961.

Fu commissionato da Giolitti – che voleva concentrare in questa area il centro nevralgico del potere esecutivo – già nel 1911 all’architetto Manfredo Manfredi che lo progettò proprio per ospitare le funzioni governative. Appena terminato il corpo centrale fu già “insediato” nel 1923, sebbene l’inaugurazione ufficiale avvenne il 9 luglio 1925. Durante il regime fascista, Mussolini preferiva utilizzare la sede di Palazzo Chigi (allora sede del Ministero degli Esteri) e, poi, Palazzo Venezia dal quale pronunciava i suoi discorsi. Dopo la Seconda guerra Mondiale, il Viminale tornò sede del Governo – fino al 1961 – e del Ministero degli Interni.

Architettonicamente, il Palazzo si sviluppa su 5 piani, con centinaia di stanze collegate da intricati corridoi. L’ingresso a tre fornici , lo scalone d’onore del Palazzo degli Uffici, la sala del Consiglio dei Ministri e il salone di accoglienza al piano nobile sono degni di nota per le decorazioni pregiate in legno, marmo e stucchi artistici. Gli uffici di rappresentanza del ministro degli interni è situato nel plesso laterale est, mentre il resto dell’edificio è prevalentemente occupato da biblioteche:

  • La Biblioteca Centrale al Viminale;
  • la Biblioteca della Direzione Centrale per l'Amministrazione del Fondo Edifici di Culto;
  • la Biblioteca della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno;
  • la Biblioteca della Direzione Centrale per la Documentazione e la statistica.

La sua posizione centrale è davvero strategica e domina le strade limitrofe, come la stessa Via Nazionale, per cui chi si trova ad alloggiare anche per un breve soggiorno nell’Hotel Floris di Via Nazionale, non può perdere l’occasione di fare un tour improntato alla conoscenza dei luoghi del potere capitolino dal Quirinale, al Viminale, al Campidoglio, tutti facilmente raggiungibili anche a piedi.


La perfetta organizzazione aziendale: i software per l’archiviazione documentale

All’interno di un’azienda ben organizzata non possono mancare software in grado di facilitare enormemente il lavoro di archiviazione da parte dei dipendenti. L’organizzazione è sinonimo di praticità e cura dei dettagli, ed è uno dei fattori che contribuiscono maggiormente a definire il profilo generale di un’azienda. Ma su quale software per l’archiviazione documentale fare affidamento, affinché il sistema organizzativo dell’intera società possa risentirne in positivo?

L’archiviazione di qualità: i software Datasis
Tra le aziende impegnate nello sviluppo e nella produzione di software per l’archiviazione documentale è impossibile non fare riferimento a Datasis. Operante nel settore della gestione documentale da più di trent’anni, arco di tempo in cui è
riuscita a crescere ed espandersi grazie alla realizzazione di prodotti sempre più pratici e all’avanguardia, Datasis (https://www.datasis.it) mette a disposizione delle aziende software di eccezionale utilità dal punto di vista della lettura ottica dei documenti e dell’archiviazione/catalogazione degli stessi. Particolarità dei software sviluppati da Datasis è l’estrema semplicità che sta alla base del loro funzionamento, il che li rende facilmente adattabili a qualsiasi realtà aziendale e a qualsiasi settore di applicazione. Ma analizziamo più nel dettaglio il funzionamento dei software in questione, così da comprendere al meglio quali sono i vantaggi derivanti da un loro possibile utilizzo in azienda.

Il funzionamento dei software Datasis
I software per l’archiviazione documentale prodotti da Datasis sono detti “OCR” (“Optical Character Recognition”), vale a dire programmi in grado di effettuare il riconoscimento ottico dei caratteri testuali relativi ai documenti da archiviare. La tecnologia OCR è il fondamento su cui si basano i software in questione, i quali permettono al sistema di leggere (letteralmente!) i testi che l’utente ha la ncessità di salvare all’interno del sistema stesso. Il funzionamento di tali software è reso possibile da una serie di algoritmi in grado di analizzare e riprodurre la forma di qualsiasi carattere, con la capacità intrinseca di ricostruire interi documenti sia dal punto di vista dei testi che sul piano della formattazione.

Software OCR: alcuni esempi
Datasis fornisce varie tipologie di software OCR, ognuna delle quali demandata allo svolgimento di un compito ben preciso. È il caso di TabOCR, il programma finalizzato alla lettura di documenti come ordini e fatture, consentendo all’utente di effettuare un procedimento automatico di indicizzazione, archiviazione e catalogazione dei dati cartacei. UniLECTOR, invece, permette di leggere e scansionare documenti quali bollettini e contratti a vario titolo, vantando inoltre un’ottima capacità di salvataggio nei formati desiderati. Da non trascurare MicroLECTOR, software in grado di dimezzare i tempi di archiviazione e gestione dei documenti grazie all’incredibile capacità di lettura dei dati e dei campi dei documenti al fine di creare utilissimi indici di ricerca.

Come si è potuto evincere, l’eccezionale utilità dei software OCR rende Datasis una prima scelta quando si tratta di dover risolvere i problemi di archiviazione digitale dei vari documenti aziendali. Grazie ai programmi citati sarà possibile organizzare al meglio l’archivio della società, potendo contare sulla grande rapidità di lettura dei potenti software sviluppati da un’azienda leader nel settore dell’archiviazione.


Quando bisogna fare la revisione auto?

Ogni buon automobilista per rispettare le normative della circolazione deve tenere sempre in perfetto ordine tutti i documenti e le certificazioni. Eventuali mancanze infatti possono costare caro col rischio di multe anche piuttosto salate. Una delle dimenticanze più comuni è quella relativa alla revisione auto, necessaria per garantire l’incolumità del conducente e per assicurare un livello accettabile di emissioni di CO2. Dopo queste doverose precisazioni possiamo rispondere alla domanda: revisione auto, ogni quanto farla? Ce ne parla l’officina di Udine Autronica.

La prima revisione auto è necessaria dopo 4 anni dall’immatricolazione, entro la fine del mese di rilascio della carta di circolazione. In seguito la revisione deve essere effettuata ogni 2 anni, entro il mese in cui è stata eseguita l’ultima revisione. Questi termini risultano validi per tutte le auto, gli autocaravan ed i veicoli trasportanti cose o ad uso speciale con una massa complessiva non superiore ai 3.500 chili.

A partire dal 2003 la revisione è prevista anche per ciclomotori e motoveicoli. I taxi o le auto adibite al noleggio con conducente, gli autobus, i rimorchi, i mezzi utilizzati per il trasporto di cose e le autoambulanze con un peso complessivo superiore ai 3.500 chili devono essere sottoposte a revisione dopo ogni anno.

Le auto storiche, che quindi rientrano tra i veicoli “da collezione”, devono essere sottoposte alla revisione ogni 2 anni. Tutti i veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 1960 possono svolgere il collaudo anche presso centri privati. Diversamente i veicoli immatricolati prima del 1° gennaio 1960 devono essere portati agli Uffici della Motorizzazione per la revisione.

Per effettuare la revisione è possibile portare le auto presso i centri revisione autorizzati e autofficine con servizio revisione, oppure in alternativa presso gli Uffici della Motorizzazione. Talvolta la stessa Motorizzazione, su indicazione degli organi preposti al controllo stradale, può richiedere laddove necessario la revisione auto anche prima del periodo di scadenza.

Con l’introduzione del Decreto Liberalizzazioni di Monti oltre alla revisione è necessario effettuare anche il controllo del gas di scarico, che quindi non ha più una cadenza annuale. Questo controllo è richiesto dopo 4 anni per le vetture nuove durante la prima revisione e successivamente dopo ogni 2 anni. Inoltre è opportuno sapere che a partire dal 2016 vige anche l’obbligo del collaudo con video-sorveglianza. Questa novità è stata introdotta per garantire una revisione corretta, equa ed imparziale per i veicoli controllati presso la Motorizzazione Civile ed i Centri Revisione Autorizzati. Con la revisione ricordati anche di effettuare il tagliando, che si fa dopo aver percorso un tot di chilometri o dopo un determinato periodo.


I veicoli commerciali più diffusi e la loro manutenzione

I veicoli commerciali che compongono le flotte delle diverse aziende possono essere di vari marchi ed avere differenti caratteristiche. Ciascuna società di autotrasporto deve occuparsi in modo adeguato dei propri veicoli, in modo tale da assicurarsi attività nella massima sicurezza, grazie ad una costante ed attenta manutenzione.

Ma quali sono i veicoli aziendali più diffusi e quali i marchi maggiormente richiesti? Sicuramente un ruolo di primo piano è svolto dall’azienda Iveco, specializzata nella progettazione, costruzione e vendita di veicoli commerciali per qualsiasi utilizzo e finalità. Si tratta di un’azienda nata nel 1975 dalla fusione di tre società internazionali, che offre una vastissima gamma di prodotti proposti, con ottime vendite a livello internazionale.

Altra marca di grande prestigio è Scania, che da oltre un secolo produce autocarri: ha iniziato la sua attività nel 1902, quando è stato realizzato il primo veicolo in Svezia. Da allora, le sue vendite sono costantemente aumentate, permettendole di occupare una posizione di leader nel mercato.

Ottimi anche i veicoli della Volvo e della Mercedes Benz: la prima è oggi uno dei più importanti produttori di mezzi pesanti che coniugano sicurezza, performance ed attenzione al rispetto dell’ ambientale. Allo stesso modo Mercedes Benz è leader nel trasporto di linea, della distribuzione e dell’edilizia.

A livello internazionale, molto nota l’azienda Daf nel settore produttivo riguardante mezzi medi e pesanti da strada. Come parte del gruppo PACCAR, con sede ufficiale a Seattle, negli Stati Uniti, l’azienda può vantare oggi il ruolo di uno dei maggiori rivenditori di trucks e modelli quattroruote. Allo stesso modo, il marchio Man è sinonimo di affidabilità e sicurezza con camion per l’impiego nei trasporti a lungo raggio, in cantiere e nel servizio di distribuzione. Ottime le prestazioni in tutte le circostanze di utilizzo.

Per tutti questi marchi di veicoli commerciali è necessario assicurarsi sempre dei ricambi adeguati e di prima qualità. Un punto di riferimento per l’acquisto e l’assistenza in questo settore è rappresentato da Emporio Rossi Ricambi, un centro specializzato che da anni si occupa della vendita di tutti i ricambi per veicoli industriali: si va dai ricambi per motore alla meccanica, dalla carrozzeria agli accessori, dalla diagnostica allʼolio.

Inoltre, il gruppo Rossi è riuscito ad occupare una posizione leader anche in altri settori dell’autotrasporto, quali la vendita di ricambi per oleodinamica, pneumatica e lubrificazione, così come l’ analisi e filtrazione dell’olio idraulico. Dispone anche di un team di professionisti, con un’adeguata attrezzatura da officina, pronta per ciascuna esigenza. Chi volesse approfondire l’universo Emporio Rossi può anche visitare il sito Giganti della strada e Rrudforce.


Assicurazioni auto e moto: cosa c’è da sapere

Assicurazioni auto e moto: cosa c’è da sapere

Tutti noi, mensilmente, dobbiamo tirare su dei conti al fine di arrivare, come si suol dire, tranquillamente alla fine del mese. In un periodo storico dove trovare un posto di lavoro redditizio da poter permettere uno stile di vita dignitoso senza troppi affanni è pressoché utopico, un problema ‘obbligatorio’ da affrontare è quello che riguarda l’assicurazione di auto e moto.

In un mercato che gioca al ribasso viste le numerose compagnie assicurative disposte a venire incontro alle nostre esigenze, un ruolo fondamentale è svolto dal web ove l’accesso a tutto il mondo assicurativo è a portata di click.

Ovviamente, sia ben chiaro, chi volesse stipulare una polizza alla vecchia maniera lo può tranquillamente fare: basta recarsi fisicamente presso un’agenzia e contrarre l’assicurazione. Il poter usufruire dei servizi web, però, oltre che a permetterci di entrare in contatto con tutte le società disponibili sul mercato permette di ridurre i costi di gestione dovuti all’intermediazione del broker. In altre parole il tutto si tradurrebbe in ulteriore risparmio.

Come stipulare una polizza sul web

Come detto sul web è possibile ricercare assicurazioni economiche che possono venire incontro alle nostre esigenze. Per poterne usufruire non bisogna avere nessuna conoscenza particolare o attrezzatura speciale: basta munirsi di un dispositivo che abbia l’accesso internet e il gioco è fatto.

A questo punto bisogna semplicemente collegarsi direttamente sul sito della compagnia alla quale vogliamo affidarci, compilare i form ed effettuare il pagamento anticipato tramite PayPal o tramite Bancomat/Carta di Credito.

Altra soluzione potrebbe essere la comparazione delle offerte. Che significa? Esistono siti web che, una volta inseriti i propri dati e quelli del veicolo da assicurare, effettuano un paragone globale tra tutte le compagnie assicurative al fine di trovare, sul momento, l’offerta più economica in assoluto.

Come poter risparmiare ulteriormente?

Esistono piccoli cavilli che permettono di risparmiare ulteriormente alla stipula della polizza. Oltre al non usufruire delle prestazioni del broker potrebbe rilevarsi estremamente utile affidarsi al decreto Bersani.

La Legge Bersani, nata nel 2006, permette a diversi soggetti dello stesso stato di famiglia di usufruire della classe di merito più bassa. In altre parole se un figlio va a contrarre la sua prima RCA può tranquillamente prendere la classe di merito del padre o della madre anziché partire dalla canonica quattordicesima classe.

Oltre a questo citato esistono diversi piccoli escamotage che possono ausiliarci nelle nostre scelte: bisogna essere semplicemente meticolosi e soprattutto estremamente attenti in ciò che facciamo perché il risparmio potrebbe essere dietro l’angolo.


Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Drusilla Tanzi era una donna di cui il noto poeta italiano, Eugenio Montale, era follemente innamorato. L'amore di questo straordinario uomo, ha condotto alla realizzazione di un componimento poetico dedicato alla moglie, dopo la sua morte. Scritta nel 1967 e inclusa nella raccolta “Satura”, questa poesia è divisibile in due strofe: la prima è composta da sette versi, mentre la seconda da cinque. All'interno del testo poetico, il noto poeta svolge un dialogo affettuoso con la propria moglie, toccando i cuori di chiunque abbia vissuto un'esperienza simile alla sua. Attraverso un'azione apparentemente banale e quotidiana come la discesa delle scale, Montale rievoca le esperienze passate insieme alla moglie e la propria vita coniugale.

La metafora del viaggio

In modo tenero, il poeta, fa riferimento alla miopia della moglie e, in una dimensione di quotidianità, ricorda anche la sua profonda saggezza e il suo buon senso. L'autore condivideva con lei la difficoltà che si trovava nelle piccole azioni, e lo faceva semplicemente mettendo a disposizione il suo braccio. Nel viaggio della vita però, dopo tanti passi percorsi insieme, lui è rimasto solo e ne sente profondamente la mancanza. “Mosca” era il soprannome che lui le aveva dato e, interessante, è l'opinione dell'autore in merito al fatto che, sebbene la moglie vedeva in maniera offuscata, in verità, le sue pupille erano le uniche a guardare la profondità del mondo. La miopia della moglie, si è rivelata edificante per il poeta, il quale grazie a lei, è riuscito a vedere e a dimenticarsi delle preoccupazioni prive di senso che in passato aveva avuto e che ora solo nulla in confronto all'assenza della propria amata. Grazie alla metafora del viaggio, Montale riflette sull'esistenza, dichiarando che la realtà non è quella che si vive con i sensi, ma è una dimensione misteriosa che va al di là delle apparenze.

Tutti perdiamo qualcuno

Montale, purtroppo, non è l'unico uomo che ha vissuto il dramma di perdere qualcuno che amava profondamente. La vita è una realtà ciclica e, come tale, vede la sua conclusione. Vivere un lutto è un passo che non si dovrebbe mai effettuare da soli: amici, parenti e conoscenti sono coloro che ci sostengono psicologicamente il nostro fardello. Organizzare per di più un rito funebre, ha delle implicazioni burocratiche ostiche che, in un momento così toccante, non tutti hanno voglia di risolvere. Onoranze funebri a Roma come la Cattolica San Lorenzo si occupa di amministrare un evento drammatico, che sia capace di dare dignità a chi è appena andato via  e ad una persona che vorremmo ricordare nel modo più bello possibile.


La morte per i buddhisti

La morte per i buddhisti

Quando la vita ci presenta uno dei suoi tanti conti e ci ritroviamo costretti a vivere un momento come la morte di un nostro caro, trovare degli spazi di riflessione concreti in grado di mostrarci numerose prospettive è essenziale per non sentirsi soli nel dolore, nella perdita, nell’abbandono.
Tutti, in tutto il mondo, ne hanno esperienza e come in ogni cosa la cultura non può che influire nel modo di affrontare la situazione, in special modo quella relativa al proprio credo religioso.
Se vi doveste trovare in questo tragico momento vi consiglio di rivolgervi all’agenzia Cattolica San Lorenzo, un’impresa funebre a Roma, in grado di mettere a vostra disposizione quanti più strumenti e soluzioni disponibili.
Nonostante la morte sia qualcosa di ovvio tanto quanto la luce del giorno che arriva dopo il buio della notte, in realtà tale semplicità viene meno nel momento in cui affrontiamo la mortalità, qualcosa che fa parte ed è caratteristica dell’esistenza e che i buddhisti chiamano impermanenza.

Cos’è l’impermanenza

Si tratta di quel principio che riesce ad incarnare uno degli aspetti centrali del buddhismo: la consapevolezza.
In questo caso essi non fanno che intendere il naturale corso delle cose concependo l’intero universo e gli esseri che vivono in esso come fittamente collegati agli avvenimenti che poi si scaturiscono o che essi stessi scaturiscono.
Risulta incarnare tutto ciò di cui facciamo esperienza e del modo in cui questo modifica tanto il nostro io interiore, quanto il nostro aspetto esteriore.
La morte, dunque, non è di per sé giusta o sbagliata, né un fallimento o una punizione ma, al contrario, un fatto naturale che tutti sperimenteremo in quanto esseri naturali.

La paura della morte

Nonostante questa consapevolezza che, buddhisti o meno, tutti dobbiamo raggiungere, l’uomo tende ad essere comunque spaventato, la paura della morte è proprio una delle paure fondamentali.
Gli insegnamenti del Buddha invitano infatti ad esplorare questa paura con apertura, lasciando che emerga, che ci spaventi, che ci soffochi, al fine di imparare a convivere con l’unica certezza che possediamo: una volta nati, moriremo.
Nel frattempo siamo sopraffatti dalle incertezze, relative al luogo in cui viviamo, ai tempi, alle situazioni, ma in ogni caso questa costituisce la certezza per eccellenza ed è per questo che dobbiamo imparare a conoscerla e ad utilizzarla come pretesto per vivere una vita priva di rimpianti, dolori inutili, sofferenze autoindotte.
Secondo i praticanti, dunque, riflettere sulla morte è una pratica che va svolta quotidianamente.


Il sensore nel cervello che aiuta la dieta

Uno scienziato italiano che lavora negli Stati Uniti ha scoperto nel cervello un sensore che aiuta a perdere peso rapidamente e a non riacquistare chili alla fine di una dieta costata tante rinunce: si tratta del ‘CPE’, che coordina l’assunzione di cibo con il dispendio calorico, ruolo cardine nel dimagrimento perché di solito quando si mangia poco si finisce per bruciare meno, quindi dimagrire diventa più difficile. Resa nota dalla rivista Nature Medicine, la scoperta si deve a Domenico Accili, attualmente alla Columbia University di New York.

Accili ha scoperto un complesso e fondamentale meccanismo che controlla la perdita di peso nell’ipotalamo, il circuito cerebrale che regola l’appetito: si tratta di una molecola, FoxO1, che una volta spenta permette di ridurre l’apporto di cibo senza ridurre il dispendio energetico. Questa molecola agisce sul CPE, il sensore che coordina l’assunzione di cibo con il dispendio calorico.

Se FoxO1 è spenta i livelli di CPE aumentano e si mangia meno bruciando di più, quindi si dimagrisce. “Quando si perde peso – ha spiegato Accili – si mettono in azione dei meccanismi di difesa dell’organismo che riducono il dispendio di energia, in altre parole il corpo diventa più efficiente nell’utilizzare le calorie e ne brucia meno a parità di lavoro. E’ per questo motivo che in genere dopo un periodo iniziale di perdita di peso, pur continuando la dieta, non solo non si perde ulteriore peso, ma si riaccumula quello perso”.

Accili ha constatato che, spegnendo FoxO1 nel cervello di topolini, questi perdono peso più facilmente e non lo riprendono. Inoltre il ricercatore ha capito che ciò dipende dall’enzima CPE. “Abbiamo scoperto che FoxO1 blocca CPE e che quando i livelli di CPE sono bassi, si mangia di più e si spendono meno calorie, il che dà luogo ad accumulo di peso – ha spiegato Accili; quando sono alti, si mangia di meno e si continua a spendere calorie, il che risulta in una perdita di peso”. “La cosa importante di questo lavoro è che abbiamo trovato la spiegazione del perché dopo una dieta si riprende inevitabilmente peso – ha concluso.

Se riuscissimo a fare un farmaco che attiva CPE potremmo aiutare chi ha perso peso a non ingrassare di nuovo. L’idea non è peregrina, perché CPE è una peptidasi (enzima che taglia i peptidi) e contro le peptidasi esistono già numerosi farmaci (per malattie infettive, diabete, etc)”.