I piatti tipici della cucina lucana: scopri il gusto della tradizione

La pasta è uno dei prodotti tipici della lucania, grazie anche alla coltivazione del grano duro; tra le specialità a base di pasta si trovano: le Lagane con i ceci, mollica, noci e fagioli oppure la pasta fresca condita con sughi di verdure, ragù o, semplicemente, con aglio, olio e peperoncino.

Tra i primi piatti spiccano anche: la Minestra maritata di carne e verdure, l’Acquasale, con acqua calda aggiunta a pane raffermo, cipolle, pomodori, aglio, olio e sale. Il grano duro è inoltre l’ingrediente principale del pane; quello di Matera è preparato con sola semola ed è un ottimo prodotto da mangiare praticamente in qualsiasi momento della giornata.

Sebbene si tratti di una cucina povera, possiamo classificarla tra le più tradizionali, perfetta per passare un’occasione speciale tra cultura e tradizione. Ad esempio potreste prendere in considerazione di cercare un ristorante per San Valentino su Roma che faccia questo tipo di cucina e stupire la vostra lei

I formaggi tipici della cucina lucana

Tra i prodotti caseari ci sono: la mozzarella, le trecce, le scamorze, i formaggi stagionati come il Canestrato di Moliterno IGP, il pecorino di Filiano DOC, il Caciocavallo Podalico, il Butirro o Manteca e il Cacioricotta. Ricca è anche la produzione di salumi come la “Lucanica” (salsiccia preparata con carni magre di suino), la “Soppressata” (salsiccia essiccata) e la “Pezzenta” (preparata con carne di maiale, di agnello e di vitello).

Tra i prodotti tipici della Basilicata ci sono anche i peperoni cruschi essiccati di Senise IGP e l’olio extravergine di oliva DOP, usato per condire pasta fresca e pane, fagioli di Sarconi, carni e pesce.

La cucina a base di pesce in Basilicata

Le coste marine producono prevalentemente piatti di pesce a base di acciughe e piccoli tonni; sono presenti poi le sarde in scapece (fritte e poste in aceto) e numerose ricette di baccalà. Tra le ricette caratteristica a base di carne ci sono invece: i Cutturiddi, piatto costituito da agnello insaporito con cipolline, pomodori maturi rosmarino e alloro, e la pecora nel coccio, carne di agnello cotta in vasi di coccio, con patate, cipolle e pomodori.

Dolci Lucani

Fra i dolci, vanno menzionati: il Mostacciolo a base di vincotto, miele, mandorle e farina; la Cuccia, simile alla Pastiera napoletana nell’uso del grano cotto; le frittelle dolci; i bocconotti materani, biscotti con crema di amarena; i dolci di noci di Trecchina (località famosa anche per il pane). Tra i vini, va menzionato l’ottimo Aglianico del Vulture DOC, vino rosso di medio alta gradazione.

Come preparare l’acquasale lucano

L’acquasale lucano è un piatto della Basilicata molto semplice da preparare, e che per certi versi ricorda la panzanella romana. La sua tradizione si perde nella notte dei tempi, e veniva mangiato in particolare dai pescatori e dai contadini durante le pause dal duro lavoro.

Per prepararlo, basta immergere del pane biscottato di grano duro in abbondante acqua, lasciarlo sgocciolare e poi andarlo a condire con sale olio extravergine di oliva e dei pezzettoni di pomodoro fresco. Per condire il tutto potete anche mettere dell’origano.

Si tratta di un piatto povero, da consumare voracemente specie se si hanno ingredienti tipici di questa terra. A volte i pomodori possono essere sostituiti con dei peperoni cruschi lasciati scottare in olio bollente, oppure con del salame lucano o ancora con delle alici sottolio.

Se vuoi gustare i piatti tipici della cucina lucana potreste approfittarne portando la vostra metà in uno dei ristoranti per san valentino a Roma che offrono queste specialità.


La grazia suprema di Saba

La letteratura è fatta da grandi personalità e, una di queste, è senza ombra di dubbio lo scrittore triestino Saba. Questo non ebbe una vita facile e, i suoi momenti più difficili, nascono dall'infanzia, che egli stesso definì essere l'incunambolo di tutte le nevrosi, ovvero il tempo in cui nascono tutte le paure e le zone d'ombra che, solo da adulti, si ritrovano. Saba crescendo e nel bel mezzo della sua adolescenza, si scontrò con le figure genitoriali, le quali si rivelarono assenti; di contro invece alla figura della balia, molto spesso presente e di cui spesso lo stesso autore parla nelle sue poesie. L'autore triestino, favorevole all'applicazione delle cure psicoanalitiche, diversamente da quanto pensava Svevo, per il quale la psicoanalisi serviva solo ai letterati, visse anche il tragico momento delle persecuzione ebraica, in aiuto della quale però, Eugenio Montale, arrivò pronto ad offrire a Saba la sua ospitalità. Insomma, Saba non ebbe vita facile ma, nonostante tutto venne battezzato come il poeta dotato della grazia suprema.

La grazia suprema

Per Elsa Morante, Umberto Saba era il poeta di tutta la vita, capace di alleggerire i dolori appartenenti agli uomini di ogni tempo. Proprio la Morante, autrice del romanzo “L'isola di Arturo”, definì Saba il poeta di tutta la vita, che sapeva vivere il dolore in maniera diversa rispetto agli altri, sapeva renderlo amico, una realtà consolatoria, leggera: proprio dove la vita si fa più turpe e difficile, il dolore non deve essere vissuto come un momento in cui crogiolarsi e rammaricarsi, bensì come un momento conoscitivo, il quale consente di scoprire un pensiero più puro dove la vita si fa più degradata. Il dolore è di fatto conosciuto da ogni essere umano, soprattutto alla luce di perdite di amici e parenti, ecco perché, proprio come dice Saba, bisogna far si che il dolore diventi nostro amico, bisogna rendere amica una verità scomoda, perché solo così riusciremo ad essere sinceri con noi stessi. Se si sta attraversando un momento doloroso Cattolica San Lorenzo saprà, logisticamente, rendere più leggero un momento difficile, attraverso il suo intervento attivo nel campo della perdita.

Elsa Morante

La scrittrice Elsa Morante aveva grandissima stima nei confronti di Saba e pensava che, quella sabiana, poesia che si serviva del quotidiano, fosse il più alto livello che la poesia potesse raggiungere. Elsa lesse il Canzoniere di Saba, pubblicato nel 1921, come uno zodiaco in cui potevano riflettersi tutte le costellazioni e quindi come una realtà in cui tutte le generazioni potevano ritrovarsi. Il rapporto che Elsa ebbe con Saba fu davvero intimo e, si concluse in un anno che vide la Morante protagonista di una certa fama: nel 1957, anno in cui vinse il premio strega per L'isola di Arturo, Elsa si dovette confrontare anche con la tragica morte di Saba.


Revisione auto: cosa prevede la normativa

La revisione auto è una delle scadenze fondamentali per i possessori di vetture, prevista da apposita normativa, deve essere effettuata come riportato dalle scadenze amministrative, pena multe e sanzioni in caso di controlli. Ci spiega tutto Autronica, officina a Tavagnacco (UD).

Quando bisogna fare la revisione auto

La prima revisione deve essere eseguita dopo quattro anni dalla prima immatricolazione dell’auto, entro la fine del mese in cui è stato rilasciato il libretto di circolazione. Le vetture immatricolate da più di quattro anni devono invece essere revisionate ogni due anni. Indipendentemente dalla tipologia di vettura e dagli anni, queste scadenze sono valide per tutti: automobili, caravan, veicoli per il trasporto di oggetti, motoveicoli, ciclomotori. La revisione invece per le auto destinate al trasporto di persone come taxi e autonoleggi dovranno farla ogni anno. Anche le auto di interesse storico che godono quindi di particolari agevolazioni, sono tenute a procedere ogni due anni. In caso di veicoli immatricolati prima del 1° gennaio 1960 è possibile effettuare la revisione presso la Motorizzazione Civile, per quelli posteriori è possibile richiederla anche ai centri privati.

Mancata revisione dell’auto: cosa prevede la normativa

Il Ministero dei Trasporti ha creato apposita normativa in materia, il termine ultimo per poter effettuare la revisione è l’ultimo giorno del mese in cui si è fatta l’ultima revisione. Qualora venga effettuato un controllo e la vettura risulti senza revisione è prevista una sanzione amministrativa che va dai 169 ai 679 euro, costo che raddoppia se vi sono altre revisioni mancanti negli anni prevedenti. Chiunque abbia la revisione scaduta non può circolare sulla vettura a meno che non si sta recando presso il centro di revisione stesso. Qualora si sia ricevuta una multa e si venga nuovamente fermati alla guida del mezzo sospeso, è possibile ricevere una ulteriore sanzione dai 419 ai 1682 euro con ritiro della carta di circolazione.

Dove fare la revisione auto

Per effettuare la revisione si hanno a disposizione due opzioni: recarsi presso un ufficio della Motorizzazione Civile oppure rivolgersi ad un’officina specializzata che effettui questo servizio. È bene per gli automobilisti sapere che dal 2016 è attivo il collaudo video sorvegliato, questo vuol dire che i centri privati e la Motorizzazione Civile sottopongono le vetture alla revisione attraverso un sistema che sorveglia il corretto svolgimento della stessa. Questo per evitare episodi accaduti in passato in cui i test non venivano eseguiti in modo imparziale. La revisione è obbligatoria per la sicurezza del mezzo e soprattutto di chi viaggia, per questo è molto importante.


Come i vari continenti gestiscono i rifiuti

Attraverso un’analisi più o meno accurata di come i rifiuti vengono gestiti di continente in  continente e poi di nazione in nazione, si nota come i sistemi di smaltimento differiscono rendendo il detto ‘’tutto il mondo è paese’’ impossibile da applicare.
In alcuni casi si tratta di consuetudini, abitudini ormai intrinseche e quindi attuate in maniera naturale e scontata dalla popolazione del posto, in altri casi, purtroppo, affinché l’ambiente circostante venga rispettato occorrono delle leggi ferree.
Ogni giorno, nel mondo, si producono circa tre milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, una cifra che sembra crescere di anno in anno e negli ultimi tempi a tal punto da porre le stime su 11 milioni di tonnellate entro la fine del secolo.

Come funziona in America

Lo stato forse più consumistico del mondo non sembra in grado di variare le modalità dello smaltimento dei rifiuti finendo per optare, quasi in tutti gli Stati Uniti, per l’utilizzo della discarica.
La capitale in cui si producono più rifiuti in assoluto qui è New York, per un numero pari a circa 33 milioni di tonnellate annue.
Fortunatamente, anche se mai in anticipo, il sindaco democratico Bill de Blasio ha da un paio di anni avviato delle politiche volte a ridurre, entro il 2030, la quantità di rifiuti non compostabili, con l’approvazione di tutto il mondo al fine di evitare la visione di spiacevoli immagini in cui i nostri rifiuti sembrano rovinare l’immagine naturale del nostro pianeta.
New York offre inoltre la possibilità di raccogliere bottiglie e lattine di vetro, plastica o alluminio per rivenderle in centri specializzati a pochi centesimi, il tutto regolato dalla legge nota come ‘’Bottle Bill’’, in vigore dal 1983.

La situazione italiana

La situazione della nostra nazione risulta essere una delle più critiche nel quadro generale europeo in cui vi sono esempi come Amsterdam in cui è possibile trovare impianti di termovalorizzazione dove vengono smaltite poco meno di cinque milioni di tonnellate ogni anno.
L’Italia, invece, soprattutto per quanto riguarda il Sud risulta ‘’tagliata fuori’’ dalla situazione generale nonostante vi siano regioni come la Toscana in grado di gestire i rifiuti in maniera avanzata, soprattutto per quanto concerne il riciclaggio e la disponibilità dei servizi.
La chiave per migliorare la nostra nazione è sicuramente migliorarsi in quanto singoli cittadini che, indipendentemente dal lavoro che svolgiamo, abbiamo il dovere di curare l’ambiente che ci circonda e per farlo si può scegliere di seguire un corso sulla gestione dei rifiuti come quello reso disponibile da Nova Ecologica


Le meraviglie della capitale

Non è difficile, a volte, comprendere il motivo che spinge una città ad essere la capitale di un intero stato e noi italiani lo sappiamo bene.
Abbiamo sotto gli occhi l’esempio di Roma, con la sua posizione strategica, le sue meraviglie monumentali e non solo, la sua storia conosciuta in tutto il mondo, tutto questo ci permette di conferirle il titolo senza alcun dubbio.
L’esempio appena fatto riguarda anche un altro stato: il Sudafrica, la cui capitale, Città del Capo, risulta essere anche la capitale del turismo dell’intera zona in cui si trova, finendo per rendere la presenza di numerosi visitatori un vantaggio economico e culturale.
Ogni visitatore ha le sue ragioni, ma il fascino che coinvolge l’intera atmosfera del luogo è innegabile ed è per questo che ogni anno sempre più persone scelgono il continente africano.

Le spiagge

Se siete tra le persone che desiderano visitare questi luoghi, finendo per decidere di trascorrere il vostro viaggio di nozze in Sudafrica, come quello che l’agenzia Travel Design può aiutarvi ad organizzare in tutta sicurezza ed in ogni dettaglio, allora vi presenterò i luoghi più affascinanti, come le spiagge, in cui potrete rilassarvi con il vostro partner.
Le spiagge del Sudafrica, naturalmente, si affacciano sull’oceano e questo è uno dei motivi principali per cui molto spesso i turisti sono perlopiù amanti dello sport acquatico, primi tra tutti il surf e il kite.
Ma forse la spiaggia in grado di affascinare chiunque è Boulders Beach perché abitata da una colonia di pinguini africani che potrete ammirare, lasciandovi coinvolgere dalla visione di quest’animale altrimenti visibile solo in luoghi che difficilmente visiterete.

I quartieri

Città del Capo è divisa in numerosi quartieri, ognuno dei quali narra una storia o presenta un elemento caratteristico dell’intera città.
Il più famoso è Bo-Kaap che con le sue case colorate si presenta al mondo come pieno di vita e alla moda  e per questo pieno di artisti.
Ma non solo, sulla strada più storica, Government Adderley, potrete trovare i giardini botanici Company’s Gardens ma anche numerosi musei ed altri edifici storici.
Naturalmente, qui non può mancare il mercato tipico, come quello presente in città come Palermo, Barcellona e simili in cui potrete trovare varie specialità, basterà infatti andare un giorno qualsiasi della settimana e lasciarvi coinvolgere dai colori, profumi e sapori.
Per via dei vari quartieri in cui è divisa non sarà difficile trovare il vostro posto preferito, un angolo che vi faccia sentire come a casa, ma in una casa speciale in cui creare dei ricordi da portare sempre con voi.


Il Viminale, uno dei sette colli di Roma

I sette colli di Roma sono: Campidoglio, Quirinale, Palatino, Aventino, Celio, Esquilino e il più piccolo tra loro, il Viminale. Separato dall’attiguo Quirinale dal vicus longus, l’attuale Via Nazionale, che cominciava dal Foro di Augusto e arrivava fino alle Terme di Diocleziano (attuale Piazza Esedra o Piazza della Repubblica), il Viminale – in epoca romana – era essenzialmente un quartiere residenziale privo di santuari o luoghi pubblici; ne sono testimonianza le case patrizie del II e I secolo a.C. rinvenute negli scavi di Via Panisperna. Un’ “attitudine” residenziale che è rimasta nel tempo e che si ritrova nell’attuale ricchezza del Floris Hotel, un albergo 3 stelle a Roma in via Nazionale che è la via che tuttora separa il Viminale dal Quirinale.

Cenni storici sul colle Viminale

Il nome del colle deriva dal latino “vimina” che significa cespugli, boschetti di salice perché la zona ne era anticamente prosperosamente ricoperta. La contrada al centro del colle Viminale era chiamata “ad decem tabernas” per le decine di botteghe e luoghi di ristoro concentrate in questa area tanto da mantenere a lungo questo nome ed essere identificata come la zona delle Dieci Botteghe.

Man mano che la zona si popolava, oltre che di ricche case patrizie lungo Via Panisperna, via Balbo e il lungo “vicus patricius, cominciarono ad essere costruiti anche edifici di rilevanza pubblica come la caserma della III° Coorte dei Vigiles, presso porta Viminalis e lo stabilimento termale – distaccato dalle maestose terme di Diocleziano –  denominato Lavacrum Agrippinae, nei pressi dall’attuale Chiesa di San Lorenzo in Panisperna. Di epoca molto più recente, invece, è il palazzo neo cinquecentesco – attuale sede del Ministero degli Interni – semplicemente noto come Palazzo del Viminale, progettato da Manfredo Manfredi nel 1920, collegato alla piazza antistante da una doppia rampa ai lati della scalinata al centro della quale fu realizzata nel 1929 una fontana in marmo opera di Fulvio Morbiducci.

Palazzo del Viminale

Il Palazzo del Viminale, sede degli uffici del Ministero degli Interni, fu dal 1925 anche sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri che si trasferì a Palazzo Chigi nel 1961.

Fu commissionato da Giolitti – che voleva concentrare in questa area il centro nevralgico del potere esecutivo – già nel 1911 all’architetto Manfredo Manfredi che lo progettò proprio per ospitare le funzioni governative. Appena terminato il corpo centrale fu già “insediato” nel 1923, sebbene l’inaugurazione ufficiale avvenne il 9 luglio 1925. Durante il regime fascista, Mussolini preferiva utilizzare la sede di Palazzo Chigi (allora sede del Ministero degli Esteri) e, poi, Palazzo Venezia dal quale pronunciava i suoi discorsi. Dopo la Seconda guerra Mondiale, il Viminale tornò sede del Governo – fino al 1961 – e del Ministero degli Interni.

Architettonicamente, il Palazzo si sviluppa su 5 piani, con centinaia di stanze collegate da intricati corridoi. L’ingresso a tre fornici , lo scalone d’onore del Palazzo degli Uffici, la sala del Consiglio dei Ministri e il salone di accoglienza al piano nobile sono degni di nota per le decorazioni pregiate in legno, marmo e stucchi artistici. Gli uffici di rappresentanza del ministro degli interni è situato nel plesso laterale est, mentre il resto dell’edificio è prevalentemente occupato da biblioteche:

  • La Biblioteca Centrale al Viminale;
  • la Biblioteca della Direzione Centrale per l'Amministrazione del Fondo Edifici di Culto;
  • la Biblioteca della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno;
  • la Biblioteca della Direzione Centrale per la Documentazione e la statistica.

La sua posizione centrale è davvero strategica e domina le strade limitrofe, come la stessa Via Nazionale, per cui chi si trova ad alloggiare anche per un breve soggiorno nell’Hotel Floris di Via Nazionale, non può perdere l’occasione di fare un tour improntato alla conoscenza dei luoghi del potere capitolino dal Quirinale, al Viminale, al Campidoglio, tutti facilmente raggiungibili anche a piedi.


La perfetta organizzazione aziendale: i software per l’archiviazione documentale

All’interno di un’azienda ben organizzata non possono mancare software in grado di facilitare enormemente il lavoro di archiviazione da parte dei dipendenti. L’organizzazione è sinonimo di praticità e cura dei dettagli, ed è uno dei fattori che contribuiscono maggiormente a definire il profilo generale di un’azienda. Ma su quale software per l’archiviazione documentale fare affidamento, affinché il sistema organizzativo dell’intera società possa risentirne in positivo?

L’archiviazione di qualità: i software Datasis
Tra le aziende impegnate nello sviluppo e nella produzione di software per l’archiviazione documentale è impossibile non fare riferimento a Datasis. Operante nel settore della gestione documentale da più di trent’anni, arco di tempo in cui è
riuscita a crescere ed espandersi grazie alla realizzazione di prodotti sempre più pratici e all’avanguardia, Datasis (https://www.datasis.it) mette a disposizione delle aziende software di eccezionale utilità dal punto di vista della lettura ottica dei documenti e dell’archiviazione/catalogazione degli stessi. Particolarità dei software sviluppati da Datasis è l’estrema semplicità che sta alla base del loro funzionamento, il che li rende facilmente adattabili a qualsiasi realtà aziendale e a qualsiasi settore di applicazione. Ma analizziamo più nel dettaglio il funzionamento dei software in questione, così da comprendere al meglio quali sono i vantaggi derivanti da un loro possibile utilizzo in azienda.

Il funzionamento dei software Datasis
I software per l’archiviazione documentale prodotti da Datasis sono detti “OCR” (“Optical Character Recognition”), vale a dire programmi in grado di effettuare il riconoscimento ottico dei caratteri testuali relativi ai documenti da archiviare. La tecnologia OCR è il fondamento su cui si basano i software in questione, i quali permettono al sistema di leggere (letteralmente!) i testi che l’utente ha la ncessità di salvare all’interno del sistema stesso. Il funzionamento di tali software è reso possibile da una serie di algoritmi in grado di analizzare e riprodurre la forma di qualsiasi carattere, con la capacità intrinseca di ricostruire interi documenti sia dal punto di vista dei testi che sul piano della formattazione.

Software OCR: alcuni esempi
Datasis fornisce varie tipologie di software OCR, ognuna delle quali demandata allo svolgimento di un compito ben preciso. È il caso di TabOCR, il programma finalizzato alla lettura di documenti come ordini e fatture, consentendo all’utente di effettuare un procedimento automatico di indicizzazione, archiviazione e catalogazione dei dati cartacei. UniLECTOR, invece, permette di leggere e scansionare documenti quali bollettini e contratti a vario titolo, vantando inoltre un’ottima capacità di salvataggio nei formati desiderati. Da non trascurare MicroLECTOR, software in grado di dimezzare i tempi di archiviazione e gestione dei documenti grazie all’incredibile capacità di lettura dei dati e dei campi dei documenti al fine di creare utilissimi indici di ricerca.

Come si è potuto evincere, l’eccezionale utilità dei software OCR rende Datasis una prima scelta quando si tratta di dover risolvere i problemi di archiviazione digitale dei vari documenti aziendali. Grazie ai programmi citati sarà possibile organizzare al meglio l’archivio della società, potendo contare sulla grande rapidità di lettura dei potenti software sviluppati da un’azienda leader nel settore dell’archiviazione.


Quando bisogna fare la revisione auto?

Ogni buon automobilista per rispettare le normative della circolazione deve tenere sempre in perfetto ordine tutti i documenti e le certificazioni. Eventuali mancanze infatti possono costare caro col rischio di multe anche piuttosto salate. Una delle dimenticanze più comuni è quella relativa alla revisione auto, necessaria per garantire l’incolumità del conducente e per assicurare un livello accettabile di emissioni di CO2. Dopo queste doverose precisazioni possiamo rispondere alla domanda: revisione auto, ogni quanto farla? Ce ne parla l’officina di Udine Autronica.

La prima revisione auto è necessaria dopo 4 anni dall’immatricolazione, entro la fine del mese di rilascio della carta di circolazione. In seguito la revisione deve essere effettuata ogni 2 anni, entro il mese in cui è stata eseguita l’ultima revisione. Questi termini risultano validi per tutte le auto, gli autocaravan ed i veicoli trasportanti cose o ad uso speciale con una massa complessiva non superiore ai 3.500 chili.

A partire dal 2003 la revisione è prevista anche per ciclomotori e motoveicoli. I taxi o le auto adibite al noleggio con conducente, gli autobus, i rimorchi, i mezzi utilizzati per il trasporto di cose e le autoambulanze con un peso complessivo superiore ai 3.500 chili devono essere sottoposte a revisione dopo ogni anno.

Le auto storiche, che quindi rientrano tra i veicoli “da collezione”, devono essere sottoposte alla revisione ogni 2 anni. Tutti i veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 1960 possono svolgere il collaudo anche presso centri privati. Diversamente i veicoli immatricolati prima del 1° gennaio 1960 devono essere portati agli Uffici della Motorizzazione per la revisione.

Per effettuare la revisione è possibile portare le auto presso i centri revisione autorizzati e autofficine con servizio revisione, oppure in alternativa presso gli Uffici della Motorizzazione. Talvolta la stessa Motorizzazione, su indicazione degli organi preposti al controllo stradale, può richiedere laddove necessario la revisione auto anche prima del periodo di scadenza.

Con l’introduzione del Decreto Liberalizzazioni di Monti oltre alla revisione è necessario effettuare anche il controllo del gas di scarico, che quindi non ha più una cadenza annuale. Questo controllo è richiesto dopo 4 anni per le vetture nuove durante la prima revisione e successivamente dopo ogni 2 anni. Inoltre è opportuno sapere che a partire dal 2016 vige anche l’obbligo del collaudo con video-sorveglianza. Questa novità è stata introdotta per garantire una revisione corretta, equa ed imparziale per i veicoli controllati presso la Motorizzazione Civile ed i Centri Revisione Autorizzati. Con la revisione ricordati anche di effettuare il tagliando, che si fa dopo aver percorso un tot di chilometri o dopo un determinato periodo.


I veicoli commerciali più diffusi e la loro manutenzione

I veicoli commerciali che compongono le flotte delle diverse aziende possono essere di vari marchi ed avere differenti caratteristiche. Ciascuna società di autotrasporto deve occuparsi in modo adeguato dei propri veicoli, in modo tale da assicurarsi attività nella massima sicurezza, grazie ad una costante ed attenta manutenzione.

Ma quali sono i veicoli aziendali più diffusi e quali i marchi maggiormente richiesti? Sicuramente un ruolo di primo piano è svolto dall’azienda Iveco, specializzata nella progettazione, costruzione e vendita di veicoli commerciali per qualsiasi utilizzo e finalità. Si tratta di un’azienda nata nel 1975 dalla fusione di tre società internazionali, che offre una vastissima gamma di prodotti proposti, con ottime vendite a livello internazionale.

Altra marca di grande prestigio è Scania, che da oltre un secolo produce autocarri: ha iniziato la sua attività nel 1902, quando è stato realizzato il primo veicolo in Svezia. Da allora, le sue vendite sono costantemente aumentate, permettendole di occupare una posizione di leader nel mercato.

Ottimi anche i veicoli della Volvo e della Mercedes Benz: la prima è oggi uno dei più importanti produttori di mezzi pesanti che coniugano sicurezza, performance ed attenzione al rispetto dell’ ambientale. Allo stesso modo Mercedes Benz è leader nel trasporto di linea, della distribuzione e dell’edilizia.

A livello internazionale, molto nota l’azienda Daf nel settore produttivo riguardante mezzi medi e pesanti da strada. Come parte del gruppo PACCAR, con sede ufficiale a Seattle, negli Stati Uniti, l’azienda può vantare oggi il ruolo di uno dei maggiori rivenditori di trucks e modelli quattroruote. Allo stesso modo, il marchio Man è sinonimo di affidabilità e sicurezza con camion per l’impiego nei trasporti a lungo raggio, in cantiere e nel servizio di distribuzione. Ottime le prestazioni in tutte le circostanze di utilizzo.

Per tutti questi marchi di veicoli commerciali è necessario assicurarsi sempre dei ricambi adeguati e di prima qualità. Un punto di riferimento per l’acquisto e l’assistenza in questo settore è rappresentato da Emporio Rossi Ricambi, un centro specializzato che da anni si occupa della vendita di tutti i ricambi per veicoli industriali: si va dai ricambi per motore alla meccanica, dalla carrozzeria agli accessori, dalla diagnostica allʼolio.

Inoltre, il gruppo Rossi è riuscito ad occupare una posizione leader anche in altri settori dell’autotrasporto, quali la vendita di ricambi per oleodinamica, pneumatica e lubrificazione, così come l’ analisi e filtrazione dell’olio idraulico. Dispone anche di un team di professionisti, con un’adeguata attrezzatura da officina, pronta per ciascuna esigenza. Chi volesse approfondire l’universo Emporio Rossi può anche visitare il sito Giganti della strada e Rrudforce.


Assicurazioni auto e moto: cosa c’è da sapere

Assicurazioni auto e moto: cosa c’è da sapere

Tutti noi, mensilmente, dobbiamo tirare su dei conti al fine di arrivare, come si suol dire, tranquillamente alla fine del mese. In un periodo storico dove trovare un posto di lavoro redditizio da poter permettere uno stile di vita dignitoso senza troppi affanni è pressoché utopico, un problema ‘obbligatorio’ da affrontare è quello che riguarda l’assicurazione di auto e moto.

In un mercato che gioca al ribasso viste le numerose compagnie assicurative disposte a venire incontro alle nostre esigenze, un ruolo fondamentale è svolto dal web ove l’accesso a tutto il mondo assicurativo è a portata di click.

Ovviamente, sia ben chiaro, chi volesse stipulare una polizza alla vecchia maniera lo può tranquillamente fare: basta recarsi fisicamente presso un’agenzia e contrarre l’assicurazione. Il poter usufruire dei servizi web, però, oltre che a permetterci di entrare in contatto con tutte le società disponibili sul mercato permette di ridurre i costi di gestione dovuti all’intermediazione del broker. In altre parole il tutto si tradurrebbe in ulteriore risparmio.

Come stipulare una polizza sul web

Come detto sul web è possibile ricercare assicurazioni economiche che possono venire incontro alle nostre esigenze. Per poterne usufruire non bisogna avere nessuna conoscenza particolare o attrezzatura speciale: basta munirsi di un dispositivo che abbia l’accesso internet e il gioco è fatto.

A questo punto bisogna semplicemente collegarsi direttamente sul sito della compagnia alla quale vogliamo affidarci, compilare i form ed effettuare il pagamento anticipato tramite PayPal o tramite Bancomat/Carta di Credito.

Altra soluzione potrebbe essere la comparazione delle offerte. Che significa? Esistono siti web che, una volta inseriti i propri dati e quelli del veicolo da assicurare, effettuano un paragone globale tra tutte le compagnie assicurative al fine di trovare, sul momento, l’offerta più economica in assoluto.

Come poter risparmiare ulteriormente?

Esistono piccoli cavilli che permettono di risparmiare ulteriormente alla stipula della polizza. Oltre al non usufruire delle prestazioni del broker potrebbe rilevarsi estremamente utile affidarsi al decreto Bersani.

La Legge Bersani, nata nel 2006, permette a diversi soggetti dello stesso stato di famiglia di usufruire della classe di merito più bassa. In altre parole se un figlio va a contrarre la sua prima RCA può tranquillamente prendere la classe di merito del padre o della madre anziché partire dalla canonica quattordicesima classe.

Oltre a questo citato esistono diversi piccoli escamotage che possono ausiliarci nelle nostre scelte: bisogna essere semplicemente meticolosi e soprattutto estremamente attenti in ciò che facciamo perché il risparmio potrebbe essere dietro l’angolo.