Category Trattamenti superficiali

Un giro per i musei romani

I musei di Roma sono tra i più bei scrigni che l’umanità possa avere. Custodiscono una quantità immensa di tesori archeologici, storici e artistici che nessun’altra città può vantare. Di grandissimo fascino sono i musei custoditi nei vari palazzi storici di Roma, o nelle relative ville. Roma gode della famosa Galleria Borghese, della  Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, dei musei di Palazzo Venezia e di quello situato all’interno di Palazzo Barberini. Ovviamente non possiamo omettere gli straordinari musei, all’interno dei quali, ci sono tra le più note opere religiose: i musei vaticani. Se decidete dunque di intraprendere una visita all’interno della capitale, sappiate che il patrimonio artistico sarà quello più copioso ai vostri occhi. Chi visita Roma non può assolutamente escludere i musei sparsi in ogni angolo della metropoli, per di più essi sono tra i più fascinosi e storici del mondo.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Proprio la GNAM è una tra le più grandi strutture che ospita la più grande collezione di arte contemporanea italiana. All’interno sono ricoverate oltre 4.400 opere di pittura e scultura, per non parlare dei disegni, che ammontano a circa 13.000. Il museo contiene stampe di artisti dell’Ottocento e del novecento e rappresenta un punto strategico per lo studio, la valorizzazione e la promozione della cultura. Al suo interno si tengono annualmente numerose mostre e convegni organizzati, per far conoscere più a fondo la produzione artistica degli ultimi 200 anni. Molte opere esposte all’interno del museo, sono state realizzate da artisti italiani, ma non mancano all’appello artisti proveniente da altri stati: questa è la peculiarità del museo, la sua piccola vena internazionale. Tra gli artisti italiani più significativi, e le cui opere possono essere fruite all’interno del museo, possiamo citare Giorgio de Chirico, Renato Guttuso e Amedeo Modigliani. Sul versante europeo però possiamo trovare produzioni di Van Gogh, Cézanne, Calude Monet e Degas.

Via all’organizzazione

Il museo prevede un’apertura dal martedì alla domenica, dalle 8:30 fino all’ultimo ingresso, che avviene 45 minuti prima della chiusura giornaliera. I prezzi dei biglietti possono variare: se si sceglie quello interno allora il costo equivale a 10 €, se si sceglie quello ridotto (nel caso in cui fossi un cittadino europeo di età compresa tra i 18 e i 25 anni) allora il prezzo equivale a 5€. Visitare i musei però stanca notevolmente e, una qualsiasi visita, non può, per quanto bella possa essere, sovrastare l’esigenza del riposo. L’hotel boutique Hotel Teatro Pace, offre a tutti coloro che visitano la bellissima capitale, la possibilità di soggiornare in comodo relax. L’unico passo da compierlo spetta a te: scegli da quale museo iniziare il tuo tour e concludi la giornata fiondandoti sul comodo materasso di un hotel.


La terra dei nativi americani: un paese enorme

Se si dovesse pensare ad un luogo in cui lo spazio abbonda, gli Stati Uniti d’America vincerebbe il premio come il paese le cui dimensioni sono associabili a quelle di un continente. Gli stati americani si estendono su un territorio molto vasto e variegato, con 6 diversi fusi orari, per cui trasferirsi da un paese europeo ad uno americano, porterà ad uno sconvolgimento radicale del proprio orologio biologico. Questi paesi, dalla storia millenaria, non hanno coltivato il medesimo  passato del continente europeo. Sono paesi, quelli americani, caratterizzati da un mix di culture, storie, comunità che affondano le loro radici nel popolo indiano d’America. Vivere negli Stati Uniti è una vera e propria immersione in una nuova realtà dalle dimensioni esasperate, un’opportunità per scoprire un mondo interno ad altri mondi più piccoli. I paesaggi variano molto anche all’interno dello stesso Stato e si può manifestare, in chi lo visita per la prima volta, la sensazione di viaggiare per il mondo semplicemente salendo su un fuoristrada.

I nativi d’America

La varietà di stati e di usi e costumi all’interno del medesimo territorio, nasce probabilmente dal fatto che, la popolazione dei nativi americani, era divisa in circa 250 tribù, distribuite in tutto il continente nordamericano, dall’aria settentrionale a quella meridionale. Quelle più famose erano quelle degli Apaches, dei Sioux, dei Navajo, degli Cheyenne e dei Mohicani. Ogni tribù aveva un capo, il cui compito era quello di stabilire le regole e le abitudini della comunità. Tutti gli appartenenti alla tribù avevano un compito da svolgere e, se questo non veniva adempiuto, il meccanismo comunitario subiva danni sostanziosi. I pellerossa sono il fondamento sociale della comunità americana odierna e, trasferirsi in America significa assumere usanze le cui origini non sono minimamente vicine a quelle del popolo europeo.

Perché andare in America?

Trasferirsi in America può essere piacevole non solo per le tradizioni che cela in quanto stato, ma anche per le praticità che offre in quanto ad assetto organizzativo. La vita lì è semplice:si possono trovare  fermate degli autobus in ogni angolo, negozi ovunque, supermercati aperti continuamente. Le città sono suddivise in iblocks, ovvero comuni isolati, e le strade sono tutte dritte, quindi è impossibile perdersi. Tutto è pensato per rendere la vita più semplice e accessibile a chi ha in mente un futuro trasferimento. Insomma, vivere negli Stati Uniti, significa non farsi mancare nulla e avere tutto a portata di mano e su misura di un nuovo arrivato. Visita il sito www.studiolegalecarlocastaldi.com, ed entrerai in contatto con lo studio legale Carlo Castaldi che sarà in grado di darti tutte le delucidazioni su come trasferirti in America attraverso l’aggancio che offre la carta verde.


Hoverboard: le due ruote come non le avete mai viste prima

Sfrecciano sulle nostre strade (e sui nostri marciapiedi) silenziosi e colorati.
Di cosa stiamo parlando? Degli hoverboard ovviamente, termine “affibbiato” agli scooter elettrici auto-bilancianti che hanno conquistato adulti e bambini, grazie a un’infinità di modelli che, come potrete vedere alla pagina www.smarthoverboard.it, vanno a racchiudere molteplici fasce di mercato.

Windgoo Bluetooth 10 Pollici.

A livello meccanico non vi è una grande differenza tra uno scooter da 6,5” e uno da 10”.
Quello che li differenzia, fattore questo dato proprio dalla dimensione delle ruote, è una maggiore capacità di affrontare percorsi più accidentati, magari ghiaiosi o con qualche zolla di terreno che ostacolerebbe invece una ruota dalle dimensioni più contenute.
In questa categoria non può non eccellere l’Hoverboard Windgoo, che nonostante un buon rapporto qualità/prezzo, garantisce ottime prestazioni e una stabilità che, grazie a una precisa calibrazione dei sensori di bordo, ne consente l’utilizzo sia a guidatori meno esperti che bambini.
Dotato di due motori da ben 350 watt, lo scooter raggiunge la velocità massima di 12 km/h e la batteria da 36V/4.0 Ah garantisce la buona autonomia di 12 km. Una nota ulteriormente positiva la si trova nei tempi di ricarica: in un massimo di due ore si ottiene una carica completa, contro una media di mercato che arriva anche a 3 ore.
Completa la dotazione l’oramai quasi immancabile bluetooth, che consente l’invio allo scooter, grazie agli ottimi speaker integrati, di musica tramite dispositivi Android e Ios.

United Trade 10 Pollici”: l’eleganza

Proseguendo la navigazione su www.smarthoverboard.it, si farà sicuramente notare questo modello per un dettaglio che spesso viene trascurato: il design, in questo caso, pulito ed elegante, con un’altissima qualità della componentistica.
Dotato come intuibile di ruote da 10”, è uno scooter adatto ai guidatori meno esperti, perché con una potenza del motore più limitata rispetto ai concorrenti (480watt), ottiene una velocità max di 10 km/h, diminuendo il rischio di infortuni in caso di caduta.
Essendo un prodotto destinato ad un pubblico più giovane invece, quello che spicca sono le prestazioni della batteria (autonomia di ben 20 km!), perché, si sa, i bambini non si stancano mai di “giocare”.
Immancabile per un prodotto che punta sulla sicurezza, la presenza di luci led che garantiscono la circolazione anche in condizioni di scarsa visibilità.

BEBK Hoverboard 10″

Destinato ad un pubblico adulto (supporta un peso fino a 120 kg), questo modello che potrete trovare proseguendo la navigazione su www.smarthoverboard.it, ha nella resistenza della struttura il suo punto forte. Vi facciamo presente infatti come, a differenza di alcuni concorrenti che puntano, per la realizzazione del telaio, sulla plastica, in questo caso sia invece rinforzato in alluminio (materiale robusto e leggero che quindi non va a influire negativamente sulle prestazioni).
Completano la dotazione due motori da ben 350 watt per una velocità di picco di 12 km/h e una batteria agli ioni di litio (quindi senza effetto memoria) da 36V 4.0AH, che garantisce allo scooter un’autonomia di ben 20 km. Presenti anche numerosi led, per dare visibilità in condizione di luce sfavorevoli.

Se avete bisogno di fare piccoli spostamenti urbani in sicurezza e in economia, l’hoverboard risulta sempre più, grazie alle migliorie tecniche continue, la vostra soluzione.


Gancio da traino: caratteristiche da valutare prima dell’acquisto

Il gancio da traino è un dispositivo che viene montato sull’automobile al fine di spostare rimorchi o carichi leggeri. È molto utile ed è un accessorio ideale non solo per i possessori di camper ma anche per tutti coloro che vogliono portare volumi leggeri. Ovviamente esistono tanti tipi di modelli diversi con caratteristiche molto variegate. Al fine di procedere alla scelta e all’acquisto di questo sistema di traino è opportuno vagliare le tipologie esistenti e la normativa per l’installazione e il trasporto.

Gancio da traino: cos’è e come funziona

Si tratta di un dispositivo a sfera per rimorchi leggeri, questo vuol dire che non è possibile trasportare più di 750 kg con la propria auto. Per poterlo utilizzare è necessario effettuare prima un collaudo, poiché il dispositivo deve essere omologato. Il codice della strada all’articolo 78 stabilisce che è opportuno avere con sé la dichiarazione di montaggio di colui che ha provveduto ad installare il dispositivo, la documentazione tecnica, la carta di circolazione, il pagamento di 25 euro alla motorizzazione, l’imposta di bollo di 14.62 euro e la domanda TT2119. Acquistare il gancio è molto semplice, è possibile visualizzare i modelli sui siti online specializzati o nei negozi che vendono articoli per autoveicoli. Ovviamente i modelli più economici valgono quello che costano, per questo bisogna fare molta attenzione. Affinché un gancio sia sicuro deve sempre avere la garanzia, il libretto dove sono esplicate le modalità di montaggio, la qualità e un costo che si rapporti in modo adeguato alle prestazioni. Questo vuol dire che scegliere un gancio eccessivamente economico, costruito in materiale scadente o ancora che prevede delle alterazioni alla vettura per il montaggio, è sempre una pessima idea. Si tratta di un investimento importante che deve trainare un carico non certo leggerissimo e per questo è opportuno valutare bene prima di scegliere.

Le caratteristiche da valutare nell’acquisto di un gancio da traino

PREZZO

Questa è la parte più importante per molti, ognuno ha un budget a disposizione ed ovviamente vuole rientrarci per poter acquistare un gancio da traino. I modelli più economici costano circa 100 euro e sono di tipo fisso, mentre i modelli economici per i ganci estraibili a scomparsa costano almeno 200 euro. Quindi il doppio. Ovviamente i prezzi possono lievitare parecchio, maggiore è la qualità e le caratteristiche del prodotto, più elevato è il prezzo, arrivando anche a 400 euro. Oltre il costo dell’acquisto dovete comunque tener conto del prezzo dell’installazione che può aggirarsi sui 100/150 euro se svolta da un professionista.

ESTRAIBILE O A SCOMPARSA

Al di là delle differenze di prezzo di questi due modelli è bene valutare la loro utilità. Il gancio estraibile è molto facile da utilizzare e anche molto sicuro. Quando non occorre può essere addirittura rimosso dall’auto con facilità. L’utilizzo e quindi l’acquisto di questo modello è pensato per coloro che non utilizzano spesso il gancio ma lo fanno di tanto in tanto, è inoltre consigliato per coloro che non vogliono impattare sull’estetica dell’auto e desiderano non vedere quel pezzo che compromette l’insieme della vettura. Il gancio estraibile inoltre si divide in due tipologie, c’è quello in orizzontale che si smonta molto facilmente e non richiede attrezzatura e quello verticale. Anche in questo caso il montaggio è facilitato ma cambia l’estetica e la tipologia di estrazione. Il secondo modello risulta essere più grosso e robusto del primo. Il gancio a scomparsa invece può essere agganciato con una leva e poi può essere nascosto. Questo è di serie in molte auto di fascia alta, tuttavia non è un modello adatto a tutti.

GANCIO FISSO A SFERA

Tra le varie tipologie sono disponibili il gancio fisso a sfera, molto utile per macchine come i fuoristrada. Dotato di un perno centrale molto stabile, può essere smontato manualmente ma è il più economico. Il gancio fisso per le vetture è simile ma ha una conformazione differente da quello per i fuoristrada, il perno è più allungato ma è altrettanto economico.

KIT ELETTRICO

Attenzione all’acquisto quando leggete le specifiche del kit elettrico. La centralina elettrica è indispensabile e deve essere adottata per evitare problemi di sovraccarico. Il kit di cablaggio prevede una presa specifica, ovviamente per risparmiare è possibile chiedere all’elettrauto di fare un cablaggio artigianale ma questa non è certo la via più sicura.

VERIFICA

Uno dei passi da compiere prima di acquistare un gancio da traino è la verifica della propria auto. Questa serve in primis a conoscere la possibilità o meno di installare un gancio (bisogna leggere sul libretto di circolazione dove dev’esserci una specifica per il gancio da traino). Qualora non fosse indicata tale possibilità bisogna rivolgersi alla casa automobilistica per avere un nulla osta per l’installazione.

La decisione finale: la sicurezza al primo posto

Scegliere un gancio, per chi non ha mai dovuto valutarne l’acquisto, potrebbe essere più difficile del previsto. La cosa migliore è fissare un budget e orientarsi alle migliori caratteristiche per quella cifra, dando sempre priorità alla sicurezza e poi all’estetica. Un modello sempre utile è il gancio estraibile in orizzontale, si tratta di un buon compromesso qualità-prezzo che può fare felici tutti. Prima dell’acquisto bisogna sempre accertarsi di tutte le procedure burocratiche da seguire al fine di non avere problemi nella procedura di installazione una volta acquistato il pezzo.


I piatti tipici della cucina lucana: scopri il gusto della tradizione

La pasta è uno dei prodotti tipici della lucania, grazie anche alla coltivazione del grano duro; tra le specialità a base di pasta si trovano: le Lagane con i ceci, mollica, noci e fagioli oppure la pasta fresca condita con sughi di verdure, ragù o, semplicemente, con aglio, olio e peperoncino.

Tra i primi piatti spiccano anche: la Minestra maritata di carne e verdure, l’Acquasale, con acqua calda aggiunta a pane raffermo, cipolle, pomodori, aglio, olio e sale. Il grano duro è inoltre l’ingrediente principale del pane; quello di Matera è preparato con sola semola ed è un ottimo prodotto da mangiare praticamente in qualsiasi momento della giornata.

Sebbene si tratti di una cucina povera, possiamo classificarla tra le più tradizionali, perfetta per passare un’occasione speciale tra cultura e tradizione. Ad esempio potreste prendere in considerazione di cercare un ristorante per San Valentino su Roma che faccia questo tipo di cucina e stupire la vostra lei

I formaggi tipici della cucina lucana

Tra i prodotti caseari ci sono: la mozzarella, le trecce, le scamorze, i formaggi stagionati come il Canestrato di Moliterno IGP, il pecorino di Filiano DOC, il Caciocavallo Podalico, il Butirro o Manteca e il Cacioricotta. Ricca è anche la produzione di salumi come la “Lucanica” (salsiccia preparata con carni magre di suino), la “Soppressata” (salsiccia essiccata) e la “Pezzenta” (preparata con carne di maiale, di agnello e di vitello).

Tra i prodotti tipici della Basilicata ci sono anche i peperoni cruschi essiccati di Senise IGP e l’olio extravergine di oliva DOP, usato per condire pasta fresca e pane, fagioli di Sarconi, carni e pesce.

La cucina a base di pesce in Basilicata

Le coste marine producono prevalentemente piatti di pesce a base di acciughe e piccoli tonni; sono presenti poi le sarde in scapece (fritte e poste in aceto) e numerose ricette di baccalà. Tra le ricette caratteristica a base di carne ci sono invece: i Cutturiddi, piatto costituito da agnello insaporito con cipolline, pomodori maturi rosmarino e alloro, e la pecora nel coccio, carne di agnello cotta in vasi di coccio, con patate, cipolle e pomodori.

Dolci Lucani

Fra i dolci, vanno menzionati: il Mostacciolo a base di vincotto, miele, mandorle e farina; la Cuccia, simile alla Pastiera napoletana nell’uso del grano cotto; le frittelle dolci; i bocconotti materani, biscotti con crema di amarena; i dolci di noci di Trecchina (località famosa anche per il pane). Tra i vini, va menzionato l’ottimo Aglianico del Vulture DOC, vino rosso di medio alta gradazione.

Come preparare l’acquasale lucano

L’acquasale lucano è un piatto della Basilicata molto semplice da preparare, e che per certi versi ricorda la panzanella romana. La sua tradizione si perde nella notte dei tempi, e veniva mangiato in particolare dai pescatori e dai contadini durante le pause dal duro lavoro.

Per prepararlo, basta immergere del pane biscottato di grano duro in abbondante acqua, lasciarlo sgocciolare e poi andarlo a condire con sale olio extravergine di oliva e dei pezzettoni di pomodoro fresco. Per condire il tutto potete anche mettere dell’origano.

Si tratta di un piatto povero, da consumare voracemente specie se si hanno ingredienti tipici di questa terra. A volte i pomodori possono essere sostituiti con dei peperoni cruschi lasciati scottare in olio bollente, oppure con del salame lucano o ancora con delle alici sottolio.

Se vuoi gustare i piatti tipici della cucina lucana potreste approfittarne portando la vostra metà in uno dei ristoranti per san valentino a Roma che offrono queste specialità.


La grazia suprema di Saba

La letteratura è fatta da grandi personalità e, una di queste, è senza ombra di dubbio lo scrittore triestino Saba. Questo non ebbe una vita facile e, i suoi momenti più difficili, nascono dall'infanzia, che egli stesso definì essere l'incunambolo di tutte le nevrosi, ovvero il tempo in cui nascono tutte le paure e le zone d'ombra che, solo da adulti, si ritrovano. Saba crescendo e nel bel mezzo della sua adolescenza, si scontrò con le figure genitoriali, le quali si rivelarono assenti; di contro invece alla figura della balia, molto spesso presente e di cui spesso lo stesso autore parla nelle sue poesie. L'autore triestino, favorevole all'applicazione delle cure psicoanalitiche, diversamente da quanto pensava Svevo, per il quale la psicoanalisi serviva solo ai letterati, visse anche il tragico momento delle persecuzione ebraica, in aiuto della quale però, Eugenio Montale, arrivò pronto ad offrire a Saba la sua ospitalità. Insomma, Saba non ebbe vita facile ma, nonostante tutto venne battezzato come il poeta dotato della grazia suprema.

La grazia suprema

Per Elsa Morante, Umberto Saba era il poeta di tutta la vita, capace di alleggerire i dolori appartenenti agli uomini di ogni tempo. Proprio la Morante, autrice del romanzo “L'isola di Arturo”, definì Saba il poeta di tutta la vita, che sapeva vivere il dolore in maniera diversa rispetto agli altri, sapeva renderlo amico, una realtà consolatoria, leggera: proprio dove la vita si fa più turpe e difficile, il dolore non deve essere vissuto come un momento in cui crogiolarsi e rammaricarsi, bensì come un momento conoscitivo, il quale consente di scoprire un pensiero più puro dove la vita si fa più degradata. Il dolore è di fatto conosciuto da ogni essere umano, soprattutto alla luce di perdite di amici e parenti, ecco perché, proprio come dice Saba, bisogna far si che il dolore diventi nostro amico, bisogna rendere amica una verità scomoda, perché solo così riusciremo ad essere sinceri con noi stessi. Se si sta attraversando un momento doloroso Cattolica San Lorenzo saprà, logisticamente, rendere più leggero un momento difficile, attraverso il suo intervento attivo nel campo della perdita.

Elsa Morante

La scrittrice Elsa Morante aveva grandissima stima nei confronti di Saba e pensava che, quella sabiana, poesia che si serviva del quotidiano, fosse il più alto livello che la poesia potesse raggiungere. Elsa lesse il Canzoniere di Saba, pubblicato nel 1921, come uno zodiaco in cui potevano riflettersi tutte le costellazioni e quindi come una realtà in cui tutte le generazioni potevano ritrovarsi. Il rapporto che Elsa ebbe con Saba fu davvero intimo e, si concluse in un anno che vide la Morante protagonista di una certa fama: nel 1957, anno in cui vinse il premio strega per L'isola di Arturo, Elsa si dovette confrontare anche con la tragica morte di Saba.


Revisione auto: cosa prevede la normativa

La revisione auto è una delle scadenze fondamentali per i possessori di vetture, prevista da apposita normativa, deve essere effettuata come riportato dalle scadenze amministrative, pena multe e sanzioni in caso di controlli. Ci spiega tutto Autronica, officina a Tavagnacco (UD).

Quando bisogna fare la revisione auto

La prima revisione deve essere eseguita dopo quattro anni dalla prima immatricolazione dell’auto, entro la fine del mese in cui è stato rilasciato il libretto di circolazione. Le vetture immatricolate da più di quattro anni devono invece essere revisionate ogni due anni. Indipendentemente dalla tipologia di vettura e dagli anni, queste scadenze sono valide per tutti: automobili, caravan, veicoli per il trasporto di oggetti, motoveicoli, ciclomotori. La revisione invece per le auto destinate al trasporto di persone come taxi e autonoleggi dovranno farla ogni anno. Anche le auto di interesse storico che godono quindi di particolari agevolazioni, sono tenute a procedere ogni due anni. In caso di veicoli immatricolati prima del 1° gennaio 1960 è possibile effettuare la revisione presso la Motorizzazione Civile, per quelli posteriori è possibile richiederla anche ai centri privati.

Mancata revisione dell’auto: cosa prevede la normativa

Il Ministero dei Trasporti ha creato apposita normativa in materia, il termine ultimo per poter effettuare la revisione è l’ultimo giorno del mese in cui si è fatta l’ultima revisione. Qualora venga effettuato un controllo e la vettura risulti senza revisione è prevista una sanzione amministrativa che va dai 169 ai 679 euro, costo che raddoppia se vi sono altre revisioni mancanti negli anni prevedenti. Chiunque abbia la revisione scaduta non può circolare sulla vettura a meno che non si sta recando presso il centro di revisione stesso. Qualora si sia ricevuta una multa e si venga nuovamente fermati alla guida del mezzo sospeso, è possibile ricevere una ulteriore sanzione dai 419 ai 1682 euro con ritiro della carta di circolazione.

Dove fare la revisione auto

Per effettuare la revisione si hanno a disposizione due opzioni: recarsi presso un ufficio della Motorizzazione Civile oppure rivolgersi ad un’officina specializzata che effettui questo servizio. È bene per gli automobilisti sapere che dal 2016 è attivo il collaudo video sorvegliato, questo vuol dire che i centri privati e la Motorizzazione Civile sottopongono le vetture alla revisione attraverso un sistema che sorveglia il corretto svolgimento della stessa. Questo per evitare episodi accaduti in passato in cui i test non venivano eseguiti in modo imparziale. La revisione è obbligatoria per la sicurezza del mezzo e soprattutto di chi viaggia, per questo è molto importante.


Come i vari continenti gestiscono i rifiuti

Attraverso un’analisi più o meno accurata di come i rifiuti vengono gestiti di continente in  continente e poi di nazione in nazione, si nota come i sistemi di smaltimento differiscono rendendo il detto ‘’tutto il mondo è paese’’ impossibile da applicare.
In alcuni casi si tratta di consuetudini, abitudini ormai intrinseche e quindi attuate in maniera naturale e scontata dalla popolazione del posto, in altri casi, purtroppo, affinché l’ambiente circostante venga rispettato occorrono delle leggi ferree.
Ogni giorno, nel mondo, si producono circa tre milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, una cifra che sembra crescere di anno in anno e negli ultimi tempi a tal punto da porre le stime su 11 milioni di tonnellate entro la fine del secolo.

Come funziona in America

Lo stato forse più consumistico del mondo non sembra in grado di variare le modalità dello smaltimento dei rifiuti finendo per optare, quasi in tutti gli Stati Uniti, per l’utilizzo della discarica.
La capitale in cui si producono più rifiuti in assoluto qui è New York, per un numero pari a circa 33 milioni di tonnellate annue.
Fortunatamente, anche se mai in anticipo, il sindaco democratico Bill de Blasio ha da un paio di anni avviato delle politiche volte a ridurre, entro il 2030, la quantità di rifiuti non compostabili, con l’approvazione di tutto il mondo al fine di evitare la visione di spiacevoli immagini in cui i nostri rifiuti sembrano rovinare l’immagine naturale del nostro pianeta.
New York offre inoltre la possibilità di raccogliere bottiglie e lattine di vetro, plastica o alluminio per rivenderle in centri specializzati a pochi centesimi, il tutto regolato dalla legge nota come ‘’Bottle Bill’’, in vigore dal 1983.

La situazione italiana

La situazione della nostra nazione risulta essere una delle più critiche nel quadro generale europeo in cui vi sono esempi come Amsterdam in cui è possibile trovare impianti di termovalorizzazione dove vengono smaltite poco meno di cinque milioni di tonnellate ogni anno.
L’Italia, invece, soprattutto per quanto riguarda il Sud risulta ‘’tagliata fuori’’ dalla situazione generale nonostante vi siano regioni come la Toscana in grado di gestire i rifiuti in maniera avanzata, soprattutto per quanto concerne il riciclaggio e la disponibilità dei servizi.
La chiave per migliorare la nostra nazione è sicuramente migliorarsi in quanto singoli cittadini che, indipendentemente dal lavoro che svolgiamo, abbiamo il dovere di curare l’ambiente che ci circonda e per farlo si può scegliere di seguire un corso sulla gestione dei rifiuti come quello reso disponibile da Nova Ecologica


Le meraviglie della capitale

Non è difficile, a volte, comprendere il motivo che spinge una città ad essere la capitale di un intero stato e noi italiani lo sappiamo bene.
Abbiamo sotto gli occhi l’esempio di Roma, con la sua posizione strategica, le sue meraviglie monumentali e non solo, la sua storia conosciuta in tutto il mondo, tutto questo ci permette di conferirle il titolo senza alcun dubbio.
L’esempio appena fatto riguarda anche un altro stato: il Sudafrica, la cui capitale, Città del Capo, risulta essere anche la capitale del turismo dell’intera zona in cui si trova, finendo per rendere la presenza di numerosi visitatori un vantaggio economico e culturale.
Ogni visitatore ha le sue ragioni, ma il fascino che coinvolge l’intera atmosfera del luogo è innegabile ed è per questo che ogni anno sempre più persone scelgono il continente africano.

Le spiagge

Se siete tra le persone che desiderano visitare questi luoghi, finendo per decidere di trascorrere il vostro viaggio di nozze in Sudafrica, come quello che l’agenzia Travel Design può aiutarvi ad organizzare in tutta sicurezza ed in ogni dettaglio, allora vi presenterò i luoghi più affascinanti, come le spiagge, in cui potrete rilassarvi con il vostro partner.
Le spiagge del Sudafrica, naturalmente, si affacciano sull’oceano e questo è uno dei motivi principali per cui molto spesso i turisti sono perlopiù amanti dello sport acquatico, primi tra tutti il surf e il kite.
Ma forse la spiaggia in grado di affascinare chiunque è Boulders Beach perché abitata da una colonia di pinguini africani che potrete ammirare, lasciandovi coinvolgere dalla visione di quest’animale altrimenti visibile solo in luoghi che difficilmente visiterete.

I quartieri

Città del Capo è divisa in numerosi quartieri, ognuno dei quali narra una storia o presenta un elemento caratteristico dell’intera città.
Il più famoso è Bo-Kaap che con le sue case colorate si presenta al mondo come pieno di vita e alla moda  e per questo pieno di artisti.
Ma non solo, sulla strada più storica, Government Adderley, potrete trovare i giardini botanici Company’s Gardens ma anche numerosi musei ed altri edifici storici.
Naturalmente, qui non può mancare il mercato tipico, come quello presente in città come Palermo, Barcellona e simili in cui potrete trovare varie specialità, basterà infatti andare un giorno qualsiasi della settimana e lasciarvi coinvolgere dai colori, profumi e sapori.
Per via dei vari quartieri in cui è divisa non sarà difficile trovare il vostro posto preferito, un angolo che vi faccia sentire come a casa, ma in una casa speciale in cui creare dei ricordi da portare sempre con voi.


Il Viminale, uno dei sette colli di Roma

I sette colli di Roma sono: Campidoglio, Quirinale, Palatino, Aventino, Celio, Esquilino e il più piccolo tra loro, il Viminale. Separato dall’attiguo Quirinale dal vicus longus, l’attuale Via Nazionale, che cominciava dal Foro di Augusto e arrivava fino alle Terme di Diocleziano (attuale Piazza Esedra o Piazza della Repubblica), il Viminale – in epoca romana – era essenzialmente un quartiere residenziale privo di santuari o luoghi pubblici; ne sono testimonianza le case patrizie del II e I secolo a.C. rinvenute negli scavi di Via Panisperna. Un’ “attitudine” residenziale che è rimasta nel tempo e che si ritrova nell’attuale ricchezza del Floris Hotel, un albergo 3 stelle a Roma in via Nazionale che è la via che tuttora separa il Viminale dal Quirinale.

Cenni storici sul colle Viminale

Il nome del colle deriva dal latino “vimina” che significa cespugli, boschetti di salice perché la zona ne era anticamente prosperosamente ricoperta. La contrada al centro del colle Viminale era chiamata “ad decem tabernas” per le decine di botteghe e luoghi di ristoro concentrate in questa area tanto da mantenere a lungo questo nome ed essere identificata come la zona delle Dieci Botteghe.

Man mano che la zona si popolava, oltre che di ricche case patrizie lungo Via Panisperna, via Balbo e il lungo “vicus patricius, cominciarono ad essere costruiti anche edifici di rilevanza pubblica come la caserma della III° Coorte dei Vigiles, presso porta Viminalis e lo stabilimento termale – distaccato dalle maestose terme di Diocleziano –  denominato Lavacrum Agrippinae, nei pressi dall’attuale Chiesa di San Lorenzo in Panisperna. Di epoca molto più recente, invece, è il palazzo neo cinquecentesco – attuale sede del Ministero degli Interni – semplicemente noto come Palazzo del Viminale, progettato da Manfredo Manfredi nel 1920, collegato alla piazza antistante da una doppia rampa ai lati della scalinata al centro della quale fu realizzata nel 1929 una fontana in marmo opera di Fulvio Morbiducci.

Palazzo del Viminale

Il Palazzo del Viminale, sede degli uffici del Ministero degli Interni, fu dal 1925 anche sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri che si trasferì a Palazzo Chigi nel 1961.

Fu commissionato da Giolitti – che voleva concentrare in questa area il centro nevralgico del potere esecutivo – già nel 1911 all’architetto Manfredo Manfredi che lo progettò proprio per ospitare le funzioni governative. Appena terminato il corpo centrale fu già “insediato” nel 1923, sebbene l’inaugurazione ufficiale avvenne il 9 luglio 1925. Durante il regime fascista, Mussolini preferiva utilizzare la sede di Palazzo Chigi (allora sede del Ministero degli Esteri) e, poi, Palazzo Venezia dal quale pronunciava i suoi discorsi. Dopo la Seconda guerra Mondiale, il Viminale tornò sede del Governo – fino al 1961 – e del Ministero degli Interni.

Architettonicamente, il Palazzo si sviluppa su 5 piani, con centinaia di stanze collegate da intricati corridoi. L’ingresso a tre fornici , lo scalone d’onore del Palazzo degli Uffici, la sala del Consiglio dei Ministri e il salone di accoglienza al piano nobile sono degni di nota per le decorazioni pregiate in legno, marmo e stucchi artistici. Gli uffici di rappresentanza del ministro degli interni è situato nel plesso laterale est, mentre il resto dell’edificio è prevalentemente occupato da biblioteche:

  • La Biblioteca Centrale al Viminale;
  • la Biblioteca della Direzione Centrale per l'Amministrazione del Fondo Edifici di Culto;
  • la Biblioteca della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno;
  • la Biblioteca della Direzione Centrale per la Documentazione e la statistica.

La sua posizione centrale è davvero strategica e domina le strade limitrofe, come la stessa Via Nazionale, per cui chi si trova ad alloggiare anche per un breve soggiorno nell’Hotel Floris di Via Nazionale, non può perdere l’occasione di fare un tour improntato alla conoscenza dei luoghi del potere capitolino dal Quirinale, al Viminale, al Campidoglio, tutti facilmente raggiungibili anche a piedi.