Abbeveratoi automatici: scopriamo cosa sono

07/17/2013 posted by

L’allevamento degli animali allo scopo di sfruttarli come cibo, risorsa, compagnia, aiuto nel lavoro o cavalcatura è un’attività fra quelle che segnano il passaggio alla fase storica della cultura umana, ed è quindi una realtà ormai da millenni e millenni: ed è da altrettanto tempo, quindi, che gli uomini hanno dovuto imparare come garantire al meglio agli animali allevati quanto potesse loro servire. Pensiamo ad esempio alla necessità di far bere animali che, abituati a cercare l’acqua liberamente, erano ora chiusi in un recinto: l’invenzione degli abbeveratoi per animali fu sicuramente una delle prime legate all’arte dell’allevamento; e se questi strumenti non solo esistono, ma sono in uso regolare da così lungo tempo, non è per nulla strano che siano stati anch’essi oggetto di modifiche e migliorie nel corso dei secoli, come del resto è accaduto a qualsiasi nostro strumento o attrezzo. Pensiamo ad esempio agli attuali modelli automatizzati.

Per un allevatore, infatti, una delle prime considerazioni da fare, proprio sotto un profilo anche solo strettamente economico, è quella della salute dei propri animali: ogni capo è infatti un investimento considerevole, ed è solo logico proteggerlo dalle malattie. L’acqua da bere, ad esempio, è un veicolo di potenziali malattie molto serio, se non liberato regolarmente dai cadaveri degli insetti, dalle alghe, e dalle piccole larve di zanzara: purtroppo il tempo necessario a questa attività, soprattutto se ricordiamo che va svolta molto di frequente, è significativo, anche ora che le vasche vengono costruite in metallo galvanizzato, che oltre ad essere resistente è anche semplicissimo da pulire in maniera accurata. Non scordiamo poi che le vasche metalliche, difficili da rompere, sono però facili a piegarsi, magari in forme che potrebbero ferire gli animali stessi.

Gli abbeveratoi automatizzati risolvono tutti questi problemi già a partire dalla progettazione. Il metallo viene utilizzato solo per rivestire l’interno della vasca, proprio per sfruttarne la facilità di pulizia; per il corpo si preferisce impiegare il polipropilene, robusto e indeformabile anche se colpito più volte, nella ressa, dal calcio innervosito di qualche animale. Per garantire invece la pulizia, preso atto che il problema nasce soprattutto dall’avere una massa d’acqua stagnante, si è passati a costruire nella vasca una sorta di rubinetto a leva, che viene attivato dal muso stesso dell’animale ed eroga acqua solamente finchè esso beve, lasciando la vasca vuota, e quindi più pulita, per tutto il resto del tempo.

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