Aprire una lavanderia self service: un’avventura… imprenditoriale

02/25/2014 posted by

Una lavanderia a gettoni come ambientazione per un’avventura? No, non ci stiamo riferendo al recente cortometraggio di animazione “Amazing Laundrette”, presentato proprio in questi giorni come risultato della collaborazione fra Nintendo e Centro Sperimentale di Cinematografia del Piemonte; in quel caso, a vivere l’avventura è un bambino, che aspettando che sia pronto il bucato della madre trasforma con la sua fantasia la grande lavanderia, con gli oblò delle lavatrici e i clienti d’ogni tipo ed età, in un’astronave degna dei migliori racconti di fantascienza .

No: aprire una lavanderia self service, come nuova attività imprenditoriale, è il tipo di avventura a cui ci riferiamo noi. E i tanti pregi delle lavanderie automatiche la rendono una scelta che si sta facendo sempre più diffusa, soprattutto fra chi, magari perché appena uscito dal mondo del lavoro, è alla ricerca di un’attività che abbini ritorni economici costanti e ragionevolmente sicuri con un ridotto investimento iniziale e nessuna complicazione.

Infatti gestire una lavanderia a gettone:

– non richiede alcun tipo di competenza specifica nel settore del lavaggio, dato che i macchinari sono completamente automatici e per di più sono i clienti ad utilizzarli;

– non richiede un impegno di tempo, dato che l’attività procede in totale autonomia, rendendo letteralmente inutile passarci più di pochi minuti al giorno;

– non richiede assunzioni, dato che il servizio offerto è completamente self-service, e le poche necessità di pulizia e riordino sono perfettamente eseguibili dal titolare con un minimo sforzo.

E a fronte di tutto questo, neppure l’investimento iniziale necessario ad aprire la lavanderia è di per sé particolarmente massiccio, e si attesta, per un locale intorno ai 50 metri quadri (e quindi già relativamente medio-grande) intorno ai 60.000 euro, che è naturalmente possibile finanziare almeno parzialmente.

Ci sono naturalmente alcune scelte importanti da fare, dalle quali può dipendere in maniera significativa il successo dell’attività; prima fra tutte è sicuramente la scelta della location ideale, che garantisca il passaggio di gente e quindi la presenza massiccia e continuativa di clientela.

I consigli degli esperti sono qui piuttosto unanimi: le zone “calde” da preferire sono quelle vicino a università, ospedali, ostelli, e soprattutto grandi centri residenziali. Non deve mai essere poi trascurata l’importanza di avere un parcheggio vicino, che facilita enormemente le visite dei clienti. Garantito questo, i fattori che invogliano un cliente a servirsi di una lavanderia automatica sono il risparmio di tempo, la qualità del servizio – intesa sia come rapidità del lavaggio che come effettivo livello di pulizia – sia, naturalmente, i costi contenuti.

In secondo luogo, l’imprenditore dovrà occuparsi di scegliere i macchinari migliori: la qualità del lavaggio e dell’asciugatura è infatti un fattore determinante per la buona riuscita dell’impresa. In una lavanderia a gettoni, anche la più semplice, dovranno infatti trovarsi lavatrici, asciugatrici, distributori di detersivo e cambiamonete – o addirittura appositi dispositivi per ricaricare le card magnetiche che in molti casi stanno sostituendo i tradizionali gettoni.

Considerando quanto possa essere complessa questa scelta – e tenendo anche conto della necessità di realizzare appositi impianti elettrici e idraulici, sono moltissimi gli imprenditori che scelgono di rivolgersi ad apposite aziende specializzate, capaci di offrire un servizio completo e “chiavi in mano” per l’apertura di una lavanderia self-service di qualsiasi dimensione e complessità. In tal senso la scelta di partner è vastissima, da grandi franchising (Miele, fra i più celebri) a realtà specializzate nello start-up di lavanderie self service, come Drytech.

Terzo punto essenziale è sicuramente quello dell’assistenza tecnica: un tipo di servizio vitale per le lavanderie automatiche. Un fermo macchina, infatti, dovuto a qualsiasi guasto, è una perdita secca sia sul piano degli incassi – una lavatrice rotta non lavora! – sia su quello dell’immagine del negozio, che sicuramente soffre della presenza di macchinari non funzionanti. Anche in questo caso, le agenzie di cui parlavamo poco fa provvedono normalmente al supporto tecnico: sarà bene assicurarsi che siano garantiti interventi tempestivi e risolutivi. Completano il quadro le forniture di prodotti di consumo, come ammorbidenti e detersivi, che devono essere regolari e di prodotti di qualità elevata.

Si tratta quindi di un’avventura vera e propria, con le sue complessità, le sue scelte, e naturalmente le sue ricompense per il successo: non sono pochi gli imprenditori che sono riusciti, con questo metodo, a costruirsi delle interessanti rendite integrative, o addirittura un introito mensile regolare.

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